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"Lerici, è tornato il dolce suono di ruspe e betoniere"

Lerici, Rotonda Vassallo e Via Gerini deserte

Venghino signori venghino, in Liguria si fanno buoni affari, segnatamente a Lerici!! Accolti con entusiasmo e tappeti rossi soprattutto facoltosi abbienti, non importa se locali o extraterritoriali (pecunia non olet). Fortunatamente qualcosa sta cambiando in questo sonnolento paese: generose leggi regionali consentono di rilasciare permessi facili, e bisogna approfittarne! E’ ora che si limitino le restrizioni (sia in terra che in mare), i controlli, i freni alle tante possibilità edificatorie che Lerici offre; tutti questi lacci e lacciuoli hanno immiserito un luogo che ha invece potenzialità straordinarie.
Il presidente della nostra regione vuol far della Palmaria la Capri del Mar Ligure, ma Lerici potrebbe essere la Montecarlo del Levante, con parcheggi interrati, anzi subacquei, in mare yachts da 15 mt in su (altro che misere barchette di plastica), ampliamenti di ville, spostamento di volumi edificati da siti oscuri alla collina vista mare. E, visto che la popolazione si sta lentamente riducendo, che sia almeno favorito il mercato delle “seconde case” .
Per non parlare delle aree verdi soprastanti i borghi, che potrebbero essere proficuamente utilizzate per costruire residenze ed invece sono tristemente abbandonate alla macchia mediterranea, frequentate solo da qualche sfigato escursionista che preferisce il mirto o la ginestra a bei recinti in muratura di prestigiose dimore. Poveracci, non apprezzano la bellezza e la grandiosità del fare.
Ma qualcosa finalmente si sta muovendo, da Maralunga a Tellaro sono tornati il dolce suono di ruspe , betoniere e l’energetica visione di gru edili, in un continuum di parcheggi, ampliamenti, demolizioni e ricostruzioni. Era ora che ci si risvegliasse dal sonno della sterile protezione del territorio, sorda ai richiami dello sviluppo, sostenuta da quattro sparuti degni di vivere nelle capanne.
Il paesaggio che tanto piacque a scrittori e poeti dei secoli passati deve essere svecchiato ed adeguato ai tempi del Papeete e del Billionaire.
La vetustà di Lerici trovi ora ristoro, per contrappasso, nella modernità. Finiamola di citare il Castello medievale ed il borgo circostante come fulcro del paese; sono appunto medievali!! Oggi c’è bisogno d’altro, aria nuova, abbagliante, occorre costruire con taglio moderno, rompendo con un passato ormai ammuffito. Ma soprattutto occorre costruire. Perchè, checchè ne dicano illusi tromboni che delirano sui danni da consumo di suolo, è solo il mattone a far girare l’economia, ad arricchire, e finchè c’è mattone c’è vita!!

Tiziana Cima