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Il progetto di fattibilità

Lo stadio Picco per la serie A costa 26 milioni di euro

La giunta comunale inserisce il rifacimento dell'impianto nel piano delle opere 2021-23 ed è pronto a finanziare la nuova Curva Piscina con un mutuo. Ma il resto dell'opera necessita di un partner privato. La sola tribuna ha una spesa di 18 milioni.

Infografica - Il Picco dei sogni

Ora ci sono anche le cifre, oltre che i rendering. E queste dicono che avere uno stadio Picco da 16mila posti, pronto per ospitare la serie A in maniera continuativa, ha un costo stimato di 26.058.160 euro. Compreso di tutto: capienza aumentata, nuovi servizi, nuova Curva Piscina, una copertura per la Curva Ferrovia e soprattutto una nuova tribuna. L’opera più attesa, che da sola incide sul progetto per 18.710.115 euro, diventando il fulcro di tutto l’intervento. E’ quanto hanno calcolato gli architetti dello studio Dontstop di Milano, Michele Brunello e Marco Brega, dando seguito allo studio di fattibilità presentato nelle ultime settimane dello scorso anno.

Ora lo studio è diventato progetto, spedito alla Spezia il 20 gennaio scorso e studiato nel frattempo dai tecnici di Palazzo Civico. Infine passato al vaglio della giunta Peracchini che lo ha approvato e infine inserito nel Piano delle opere pubbliche per il triennio 2021–2023. Consta di tre fasi, come già annunciato. La prima, prevista per la prossima estate, prevede la demolizione e ricostruzione della Curva Piscina per una spesa di 2.712.355 euro. La seconda, da portare avanti a partire dal 2022, si occupa della demolizione della tribuna principale e la successiva realizzazione di nuova tribuna coperta per 18.710.115 euro. La terza, con cantiere dal 2023, riguarda la costruzione di una copertura per la curva di casa per 4.635.690 euro.
Il piano finanziario è quindi impegnativo. E infatti il Comune della Spezia non contempla di affrontarlo solo con forze proprie. Anzi. Il solo intervento sulla Curva Piscina sarebbe a carico del pubblico: 2.694.155 da finanziare con mutuo ordinario e altri 18.200 euro che uscirebbero dalle disponibilità attuali. Il resto della cifra – ben 23.345.805 euro “da finanziarsi con contributi privati”.
E qui dovrebbe installarsi il discorso con la famiglia Platek, nuovi proprietari dello Spezia Calcio, che diventano logicamente i primi partner con cui studiare l’operazione. Vendita del manufatto (prezzo attorno ai 6 milioni di euro) o cessione dei diritti di superficie? Non si è ancora arrivati così addentro alla discussione nei primi scambi con il nuovo ad aquilotto Nishant Tella. Si sa però che tra le possibili sponde non ci sono solo gli americani. Altri gruppi privati, non necessariamente legati al mondo del calcio, avrebbero mostrato interesse per il progetto anche se al momento non risultano esserci stati approfondimenti.

Contemporanea all’approvazione del progetto di fattibilità, cambia la destinazione urbanistica dello stadio “Alberto Picco” come dichiarata nel PUC. Da “zona ricreativa e sportiva di interesse urbano” a “zona per attrezzature civili di interesse urbano”. Una mossa che permette di aumentare l’indice di edificabilità in accordo con il disegno di un ampliamento sostanziale dell’impianto, che oggi può contenere 10.336 spettatori.
Il Comune della Spezia conta di partire con la fase 1, quella riguardante il settore ospiti, da subito in caso di salvezza della squadra di Vincenzo Italiano. In modo così da garantire allo Spezia Calcio di non dover traslocare altrove come già successo per i primi mesi del campionato attuale. Con la differenza che dal prossimo anno, senza un progetto approvato e un cantiere in partenza, l’esilio non sarebbe di qualche giornata ma potrebbe essere esteso all’interno campionato.