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"I fatti di Milano sono uno schiaffo alle categorie costrette a restare chiuse" - Citta della Spezia
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"I fatti di Milano sono uno schiaffo alle categorie costrette a restare chiuse"

Titolari di bar e ristoranti in manifestazione

I fatti di Milano sono un ulteriore schiaffo alla nostra categoria. Comprendo l’esuberanza e la voglia di uscire ma tutto strida, non rispecchia i sacrifici che devono fare le categorie costrette a rimanere chiuse!
Ci stiamo avvicinando ai 210 giorni di chiusura dei Ristoranti.
Un danno immane per coloro che lavoravano solo con il turno serale perché significa vedersi completamente azzerati tutti gli incassi. Con gli ultimi provvedimenti restrittivi ci avvicineremo ai a 240 giorni e con tutta probabilità a 300 giorni di chiusura serale .
Di questo passo aumenteranno di migliaia le persone depresse, che già sono tantissime, martellate da un solo ed unico pensiero fisso: “Ho bisogno di lavorare”. Qualcuno per la disperazione arriverà anche a compiere gesti estremi, come avvenuto ultimamente. Può importare qualcosa a queste persone del festival di Sanremo ?
Con la movida di Milano ? Sicuramente è l’ultimo dei loro pensieri, hanno ben altre preoccupazioni ad occupare le loro menti, preoccupazioni che hanno spento la loro voglia di vivere e tolto loro il sonno. Queste persone chiedono solo certezze, non possono vivere di sola speranza, di rassicurazioni illusorie da parte di chi li amministra. Il giochetto dei colori è’ una presa in giro in tutti i sensi Perché il giochetto sembra essere proprio quello: illudere che le cose possano tornare alla normalità ma senza dare un termine certo, continuando a prorogare all’infinito uno stato emergenziale di cui non si intravede la fine.
Uno stato di emergenza non più basato sui numeri, su dati certi come dovrebbe essere, ma su ipotesi di peggioramento per le nuove varianti (lo scorso anno avevamo le terapie intensive piene, quest’anno sono occupate a meno del 30%). Ma le persone hanno diritto a poter vivere dignitosamente e a poter lavorare, è la nostra stessa Costituzione a dirlo affermando che la nostra Repubblica è fondata sul lavoro. Questo è il principio del primo dei suoi articoli e se occupa il primo posto è perché il lavoro è componente irrinunciabile nella vita delle persone perché senza di esso si condanna un popolo alla fame.
Quanto dovremo ancora aspettare perché tali misure vengano finalmente adottate? Che la maggior parte di queste aziende siano fallite? Perché è ciò che sta già avvenendo davanti agli occhi di chi avrebbe il potere di cambiare le cose ma, restando indifferente al dolore del proprio popolo, non alza nemmeno un dito per farlo.
Lunedì non ci sarà la manifestazione annunciata per problemi organizzativi, ma come gruppo ci siamo confrontati con il Prefetto e tutte le categorie che rappresentano le partite iva.
È partito un piano di proposte che presenteremo al governo e alle autorità locali (Sindaci /Prefetto e Provincia ) sperando che siano accolte o perlomeno percepite come consigli .

Sandro Baudoni, Settore Ristorativo Spezzino