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Un dipendente Fincantieri: "Casi di variante inglese in azienda, preoccupati per come vengono applicati i protocolli"

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In questi giorni sono stati confermati diversi casi di variante inglese all’interno dello stabilimento di Muggiano.
Si parla in primis di due capi Fincantieri delle officine costruzione scafo, per il quale sono stati messi in quarantena diversi lavoratori del loro reparto di appartenenza, ma non tutte le persone che hanno avuto dei contatti definiti “pericolosi” con il nuovo protocollo per la variante inglese.
Poi altro caso confermato è un dipendente della Marina militare a bordo di nave Vulcano, per il quale sono stati messi in quarantena circa una ventina di impiegati Fincantieri; ed inspiegabilmente non anche la totalità delle maestranze e degli operai in forza alla commessa che hanno avuto lo stesso contatto dei lavoratori in quarantena, specialmente in un’uscita della nave in prova settimana scorsa; mentre i dipendenti militari imbarcati sulla nave stessa sparivano totalmente dalla commessa per qualche giorno.
Sulla stessa nave, si registrano anche casi positivi di lavoratori trasfertisti di Leonardo trasfertisti: anche in questo caso maestranze completamente sparite dalla nave per un paio di giorni; oltre ad un dipendente della ditta SGM che lavora a stretto contatto con i precedenti.
Infine nelle ultime ore si conferma un altro caso di un capo Fincantieri in forza a nave Trieste; anche qui la quarantena, inspiegabilmente, non va ad interessare tutti i lavoratori che hanno avuto un contatto “pericoloso” con lo stesso, ma una piccola parte.

La perplessità e preoccupazione che sorge è perché se l’Asl definisce un contatto pericoloso con la nuova variante “chiunque abbia avuto un minimo contatto nei precedenti 14 giorni, anche con mascherina, all’interno di un locale chiuso con persona confermata positiva” in Fincantieri non vengono messi in quarantena tutti ma solo una parte dei colleghi? Negli spogliatoi, negli uffici, a bordo nave (specialmente nelle prove a mare) i contatti ravvicinati con le persone, risultate positive, sono stati molti ma molti di più rispetto a quelli ufficializzati.

Siamo preoccupati per la nostra salute e per quella dei nostri familiari essendo costretti ad andare al lavoro nonostante le persone risultate positive abbiano lavorato negli stessi nostri ambienti.