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Lettere a cds

La lettera dei ristoratori: "Per Sanremo Toti introduce misure specifiche. Si poteva fare prima?"

Teatro Ariston

“Le dichiarazioni del presidente Toti del 22 febbraio sull’istituzione di una “zona rossa light” nel sanremese per RT alto ci hanno lasciati basiti. Il presidente Toti ha affermato: “Riteniamo che dieci giorni di misure restrittive possano raffreddare il piano pandemico”. Escludendo che il presidente abbia volutamente abusato un “plurale maiestatis” ci chiediamo a chi si riferisca usando la prima persona plurale. Forse al CTS? Perché se esistono prove scientifiche a sostegno di questa affermazione ci saremmo aspettati l’applicazione di queste stesse misure anche lo scorso 12 febbraio quando è stata imposta la zona arancione all’intera Liguria per un RT alto solo nella provincia di Imperia. Ne deduciamo che non si può rinunciare a Sanremo mentre si possono chiudere a cuor leggero le attività di tutte le province liguri per RT alto soltanto in una. Di magro, magrissimo conforto appaiono poi le rassicurazioni del presidente Toti sui “ristori nazionali per tutte le attività danneggiate”. Chissà se il presidente Toti ha presente che nel 2020 i ristoratori hanno ricevuto ristori pari appena al 7-8% del fatturato 2019, mentre in Germania i ristori dati dal governo sono stati pari al 70-80%? Ristori del 7-8% non possono essere considerati un sostegno per le attività messe in ginocchio dalle chiusure. Vorremmo chiedere al presidente Toti cosa potremmo farci con questi “aiuti” dato che non sufficienti neanche a coprire i costi fissi delle nostre attività. Le dichiarazioni di Toti sul “lockdown light” nel sanremese ci portano a prendere atto della realtà, cioè che non è cambiato molto dai tempi dell’antica Roma: la filosofia del “Panem et circenses” è quantomai attuale. In un momento in cui ci stanno privando di ogni mezzo per sopravvivere ci danno il contentino del calcio e del festival di Sanremo. Ancora oggi dunque il potere mira ad accattivarsi la simpatia e il consenso del popolo attraverso il divertimento. Lo fa lusingando le masse con la distrazione da gravi problemi sociali ma, soprattutto, da scelte amministrative ingiuste. Vogliamo ricordare al governatore della nostra regione che le piccole e medie imprese sono essenziali non solo per la sopravvivenza delle molte famiglie che vi lavorano, ma costituiscono anche l’ossatura portante dell’economia nazionale. Ma abbiamo il dubbio, che inizia a diventar certezza, che i nostri governanti non abbiano più a cuore neanche quella”.

Gruppo Ristoratori Spezzini