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Trasporto pubblico

Uiltrasporti: "Siamo preoccupati, ma l’affidamento in house non si trasformi in fatto politico"

I quattro autobus nuovi pronti a entrare in servizio

Il fronte sindacale all’interno di Atc, da tempo unitario e compatto, si è diviso al termine della riunione che si è svolta tra le sigle e la Provincia nella giornata di venerdì. I delegati e i sindacalisti condividono i timori per la battuta d’arresto del processo che dovrebbe portare all’affidamento in house del servizio di trasporto pubblico locale all’azienda spezzina, le sfumature che dividono le parti sociali sono poca cosa, quello sul quale c’è stata maggiore divisione è la figura del consigliere Alessandro Rosson, al quale il presidente Pierluigi Peracchini ha affidato la delega provinciale al Tpl.

“Siamo preoccupati dallo slittamento a giugno e riteniamo che quando la Provincia afferma che uno dei problemi è che tre Comuni (Borghetto Vara, Riomaggiore e Ameglia) non hanno ancora deliberato si tratti di una questione amministrativa che deve essere affrontata dalla Provincia stessa. La lotta all’evasione – affermano dalla segreteria di Uiltrasporti Marco Furletti e Giuseppe Ponzanelli, insieme alle Rsa Gianni Venturini e Stefano Passani – è un punto fermo anche per noi, ma non si può affrontare con la vendita a bordo su tutte le linee: sarebbe un peggioramento delle condizioni di lavoro degli autisti. La lotta ai furbetti si fa in altro modo: il lavoro dei verificatori e degli uomini della vigilanza privata ha portato a ottimi risultati, si prosegua su questa strada. E ancora: non capiamo come mai siamo stati riconvocati per il 2 aprile, quando la scadenza dei termini è a giugno. In passato eravamo dubbiosi sulla possibilità di arrivare all’affidamento in house, il nostro auspicio è che un giorno non si arrivi a dire: ‘L’avevamo detto’…”.

“Infine – concludono dalla Uiltrasporti – non condividiamo né l’attacco né l’elogio mossi dalle altre sigle al consigliere Alessandro Rosson. Sembra che questa discussione sia diventata un fatto politico. Noi ne restiamo fuori. Come sempre la Uil guarda al merito delle cose, il resto lo lasciamo agli altri”.

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