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La città e il suo golfo, il tifo e lo scudetto del 1944. E i Platek ascoltano curiosi - Citta della Spezia
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Il primo approccio

La città e il suo golfo, il tifo e lo scudetto del 1944. E i Platek ascoltano curiosi

La videoconferenza tra USA, Danimarca e La Spezia sfora i tempi. Il racconto va oltre il calcio e diventa promessa di visita.

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Un’ora e mezza di dialogo in inglese. Il primo a prendere la parola Robert Platek da New York, a seguire il fratello Philip Platek, da vicepresidente dello Spezia, collegato dalla Florida. E poi la lunga introduzione di Amanda Platek, che si conferma avere un ruolo centrale nel prossimo assetto europeo della famiglia, dalla Danimarca. Al di qua della webcam il sindaco Pierluigi Peracchini e la sua portavoce Silvia Ferrari, il manager Nishant Tella e il presidente dello Spezia Calcio, Stefano Chisoli. Il primo contatto, indiretto, con una città che non hanno mai visto di persona e che pure parla solo di loro da ore.
Lo stadio “Alberto Picco” con le sue problematiche, certo. Ma la curiosità degli interlocutori si è concentrata sugli aspetti meno materiali del calcio in città: la passione popolare, il legame con il territorio, il tifo delle generazioni. La storia dello scudetto del 1944, che il sindaco ha voluto brevemente illustrare e sembra aver fatto centro nel colpire l’immaginario degli ascoltatori.

Una metafora, per raccontare un po’ anche il carattere di un popolo. Si è sottolineato come, a fronte dell’attrattiva dei grandi club, qui si è sempre tifato lo Spezia Calcio anche nei periodi più neri. E questo pare essere particolarmente nelle corde dei Platek, che hanno cercato un underdog per investire nel calcio italiano. Conti in ordine, un’immagine positiva, ma anche la fama di sorpresa del campionato che riesce ad andare oltre i propri orizzonti con il lavoro e l’entusiasmo. Valori di cui si nutre oggi la squadra di Vincenzo Italiano.
Ma molto si è parlato anche degli aspetti extracalcistici, tutto nel segno dell’informalità (la richiesta esplicita di non scattare foto). C’è grande curiosità da parte dei nuovi proprietari dello Spezia Calcio in merito alla città stessa. Si è indugiato sui suoi panorami, il suo golfo, Lerici e Porto Venere, i poeti, le immancabili Cinque Terre, la cucina, le passeggiate, il mare. Un racconto che diventa già una promessa di visita, che la famiglia compirà alla prima occasione utile. Ovvero quando gli impegni di lavoro permetteranno il viaggio transatlantico. Ci sono i presupposti per un incontro, quello tra la Spezia e la famiglia Platek, che non si limiti solo al calcio.