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"ma senza stadio non è calcio"

"Volpi di parola, spero che i Platek si innamorino di questa maglia"

Marco Frione, voce storica del tifo spezzino: "Dalla serie D ci ha portato in A ma era arrivato il momento di cambiare. Penso che la nuova proprietà voglia fare investimenti e mantenere la categoria. Italiano e la squadra eccezionali".

Marco Frione

“La prima impressione sui Platek? Sembrano persone serie che possono fare qualcosa di importante”. Così Marco Frione, volto storico del tifo spezzino che in tanti anni ha visto passare dal Picco innumerevoli giocatori e allenatori ma anche parecchi presidenti, che con alterne fortune – sportive e non – hanno determinato le sorti del club aquilotto. L’ultimo passaggio in ordine di tempo è quello delle scorse ore, con la famiglia statunitense che ha rilevato il club dopo la lunga e importante era Volpi.

“Un avvicendamento che ho visto di buon grado – ammette – soprattutto per come sono stati vissuti, sotto il profilo gestionale, questi ultimi mesi. Volpi ha fatto tantissimo ed è stato di parola: ci ha presi in Serie D e ci ha portati fino alla Serie A, anche se forse da parte sua non ci sono mai stati il coinvolgimento e la passione che mi sarei aspettato, anche se noi ovviamente viviamo lo Spezia in maniera differente. Bisogna ringraziarlo anche perché attorno al club ha creato dei posti di lavoro e la gente è sempre stata pagata, nessuno è mai rimasto indietro di uno stipendio, una cosa non da poco di questi tempi. Detto questo – aggiunge – gli ultimi mesi sono stati un po’ particolari ed è un peccato che la trattativa si sia conclusa col mercato chiuso e quindi con l’impossibilità di aggiungere qualcosa alla squadra, quei due o tre innesti che avrebbero dato maggior sicurezza”.
Squadra che sul campo non sembra aver risentito troppo di quanto stava avvenendo fuori: “Nessuno si aspettava l’addio di Angelozzi subito dopo la promozione ma alla fine le cose stanno andando bene, Italiano sta facendo un lavoro eccezionale, siamo in Serie A e giochiamo a calcio contro tutti gli avversari. Questo gruppo – prosegue – ha un’identità fortissima e vedere i campo i tre spezzini Vignali, Maggiore e Bastoni è un motivo di orgoglio per tutti”.

Ora inizia una nuova fase, la cui piena realizzazione passa anche attraverso la salvezza: “Sono convinto che Platek sia venuto per fare investimenti e mantenere almeno la categoria, mi aspetto che ci sia interesse verso lo Spezia. Mi auguro che lui e la sua famiglia possano appassionarsi a questi luoghi, che tanto piacciono agli americani, e a questo squadra con la sua gente”.
In una situazione normale la partita di domani sera al Picco contro il Milan sarebbe stata perfetta per accogliere la nuova proprietà nella giusta atmosfera: “Il calcio così è una roba brutta, è dura non poter vivere la massima serie dopo averla inseguita a lungo, e non poter vedere vittorie come quella di sabato scorso, dopo aver fatto trasferte ovunque. Spero – conclude – che il Covid passi in fretta, che i Platek si innamorino di questa squadra e che si possa mantenere la categoria. Se poi l’anno prossimo riapriranno gli stadi torneremo a trascinare questi ragazzi”.