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Un lettore: "Consigliere Mai, lei menziona impropriamente giustizia e umanità"

Stefano Mai

Auguri di cuore, signor Stefano Mai, consigliere regionale.

Ne ha davvero bisogno, se nella sua dichiarazione, ritualmente indirizzata ai primi nati in Liguria, ha sentito il bisogno di sottintendere che i figli degli immigrati non rientrano nelle sue parole di benvenuto. E che si levino dalla testa, quei piccoli abusivi, di aspirare alla cittadinanza italiana, perché secondo lei, “occorre difendere le nostre tradizioni e la nostra identità”.

Mentre la invito a non utilizzare l’aggettivo “nostre” quando allude a tradizioni e identità che rifiuto con decisione, anche a motivo del loro odore di croci bruciate e cappucci bianchi, le auguro di cuore di approfittare di questo anno appena nato per volgersi indietro, alla sua storia personale; cerchi di individuare, per respingerlo da sé, il punto in cui i migliori desideri del suo cuore hanno cominciato a deformarsi fino a ridursi a esiti così lontani non solo dalla Costituzione Repubblicana che lei è chiamato a servire, ma anche dalla parte migliore di quelle tradizioni di giustizia e umanità che lei molto impropriamente menziona.

Marco Cattaruzza – La Spezia