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"Sarzana non ha affatto dimenticato Carozzi, forse a Bufano è sfuggito" - Citta della Spezia
La replica di asti

"Sarzana non ha affatto dimenticato Carozzi, forse a Bufano è sfuggito"

Paolo Asti

Un carrozzone tirato da sei cavalli saliva su per una via erta, rotta, sabbiosa. I viaggiatori erano scesi e facevano a piedi il tratto di strada per alleggerire ai cavalli il peso e la fatica; tuttavia i cavalli sudavano e soffiavano. Sopraggiunse una mosca. “Per fortuna sono arrivata io!” esclamò. E’ la nota storia della Mosca Cocchiera di Jean de La Fontaine. A riportarmene memoria è l’intervento di Paolo Bufano in merito al centenario della nascita di Gian Carozzi e le sue accuse dirette al sindaco di Sarzana. Letto il mio intervento su CdS, Bufano non è riuscito a resistere alla tentazione e come la mosca dello scrittore francese, ha cominciato a ronzare per provare a rivendicare il ruolo del paladino di sinistra della cultura. Una figura, quella di intervenire a rimorchio di un esponente di “traiettorie politiche discutibili” che ben dimostra lo stato dell’arte dell’intellighentia dei politici della sinistra sarzanese nell’ambito culturale.

Bufano arriva poi a chiedersi come mai di celebrare il centenario di Gian Carozzi alla Spezia non me sia occupato io dato il mio ruolo “di assessore alla cultura fino all’altro ieri”. E’ evidente che l’esponente del PD scambi i giorni con gli anni, visto che è nel febbraio del 2019 che ho lasciato la delega alla cultura. Una mosca cocchiera distratta dunque, pronta però a dire quel che l’amministrazione comunale di Sarzana avrebbe dovuto fare rivendicando il vissuto dell’artista, ma dimenticando che a Sarzana ha sede l’Archivio Gian Carozzi e la galleria di riferimento Cardelli & Fontana e che insieme hanno provveduto a ricordare l’artista il 2 settembre scorso con una mostra in cui è stata presentata la monografia dell’artista che ho citato nel mio intervento con il Patrocinio del Comune di Sarzana.

A Sarzana dunque, a differenza che alla Spezia, Gian Carozzi non solo non è stato dimenticato, ma invece ricordato nel modo migliore, ovvero in una galleria d’arte che gode di fama e prestigio nazionale che insieme al Comune ha organizzato l’evento di presentazione al Chiostro di San Francesco. Una scelta condivisibile e comprensibile vista anche la mancanza di uno spazio dedicato all’arte moderna e contemporanea di cui Gian Carozzi è stato tra i protagonisti del secolo scorso. Forse il buon Bufano non ha partecipato all’evento ma certo non ha neppure avuto cura di leggere la monografia prima di salire in cattedra.

Paolo Asti