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L'allegoria da Porto Venere: "Timeo Arantios et dona ferentes" - Citta della Spezia
Lettere a cds

L’allegoria da Porto Venere: "Timeo Arantios et dona ferentes"

Comune di Porto Venere

Pochi ma determinati Laocoonte misero in guardia i residenti di Porto Venere dai cavalli di Troia nella campagna elettorale del 2018: calo della Tari, nuovi marciapiedi, asfaltature e buche tappate.
Per la vittoria, decisivo fu il contributo di alcuni imprenditori milionari dell’Olimpo, esseri con sembianze umane che influenzano la vita dei comuni mortali.
I Laocoonte vennero assaliti dai serpenti del pregiudizio e della maldicenza.
Potè iniziare così l’incursione dentro le mura, con red carpets, friggitorie, selfie points, aree storiche interdette e pitosfori secolari abbattuti.
La poseidonica Soprintendenza però non ci sta.
Discorde con il comportamento dei vincitori, scatena una tempesta mediatica che provocherà maremoti per tanti anni ancora.
A guidare il ritorno ad una tranquilla quotidianità sarà l’ing. Ulissi, responsabile del patrimonio.
Con astuzia e coraggio, dovrà navigare nello Stige della burocrazia e salvare l’equipaggio da Ciclopi e Lestrigoni.
Vi sono tuttavia ancora tanti interrogativi su altri naviganti omerici.
Continueranno a banchettare con la maga Circe?
Qualcuno aprirà l’otre dove sono rinchiusi tutti gli spifferi pericolosi?
Resisteranno al canto della sirene (e dei lampeggianti)?
Proveranno il “folle volo” vendendo anche le vecchie scuole?
Solo le Muse sanno se questo sarà un racconto epico, una buffa commedia oppure l’ennesima tragedia.

Paolo Negro