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L'appello e l'analisi

Battistini: "Si ascolti il grido di dolore degli Oss"

Francesco Battistini

Pessima la decisione di A.Li.Sa. di non ascoltare le richieste delle organizzazioni sindacali in merito alla vertenza OSS.
Sono 158 gli Operatori sociosanitari impegnati nell’appalto Coopservice presso ASL5 che ora rischiano il posto di lavoro.
Il concorso non è lo strumento migliore per internalizzare un servizio che, 20 anni fa, la politica aveva voluto stupidamente privatizzare.
Preso, però, atto che quello è l’unico strumento che si vuole utilizzare e vista l’opportunità messa a disposizione dai punteggi: 80 per i titoli e 20 per le prove, sarebbe necessario agire sul bando.
Invece la Regione tira dritto fregandosene della bomba sociale che rischia di esplodere con nuova disoccupazione in città e in provincia.
Il 12 gennaio, così, sarà sciopero. Io mi schiero al fianco dei lavoratori in quella che ritengo essere una lotta laicamente sacra e giusta.
Torniamo a ripetere tanto a Toti quanto ai vertici dirigenziali di A.Li.Sa. e ASL5 di ragionare e fermarsi per un momento.
Non volete modificare il bando di concorso?
È un pessimo segnale ma una strada da seguire ve la voglio proporre ugualmente.
Ampliate il fabbisogno di OSS portandoli almeno a 200 unità da assumere subito. Molti reparti oggi hanno interi turni scoperti sia la notte sia nei festivi. Programmate un percorso graduale di internalizzazione del servizio. Riformulate una gara d’appalto per continuare l’affidamento in appalto del comparto OSS per 158 unità, includendo la clausola sociale. Avviate il bando di concorso pubblico per le restanti unità. Mano a mano che vi saranno ulteriori necessità di personale per un accrescimento del fabbisogno o per coprire mobilità o pensionamenti potrete scorrere la graduatoria pubblica uscita tramite concorso e, di volta in volta, abbassare la quota di personale privato innalzando quella alle dirette dipendenze di ASL5.
Tramite un cronoprogramma, diluito nel tempo, potrete internalizzare il servizio consentendo però a tutti i lavoratori di mantenere il proprio posto di lavoro e di avere una sicurezza.
Non fate la sciocchezza di non ascoltare il grido di dolore di quelle famiglie. Il futuro di quelle donne e di quegli uomini è nelle mani della politica regionale. È necessario fare qualcosa di serio e concreto.

Francesco Battistini
Ex Consigliere regionale