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A proposito di arsenale

"Aree militari? Serve progetto per le bonifiche, uso degli spazi e lo sviluppo futuro di città e provincia"

Arsenale marittimo

Per usare un linguaggio militare, il Golfo della Spezia è stretto in una manovra a tenaglia che dobbiamo interrompere e disinnescar assolutamente. Parliamo di ambiente e di siti contaminati da bonificare. Una questione di priorità assoluta sia per la salute degli spezzini sia per l’economia e le tradizioni gastronomiche della nostra terra. Due esempi: il turismo e il pregiato settore della mitilicoltura si basano, vivono e si sviluppano nel Golfo. Le aree su cui accendere i riflettori sono: quelle militari del levante, caratterizzate dal sito a mare di Pitelli, e quelle a ponente, all’interno dell’Arsenale Militare. Parliamo, però, anche di distribuzione degli spazi, di destinazioni d’uso, di sviluppo urbano ma anche tecnologico, produttivo e, di conseguenza, occupazionale. Le autorità nazionali, quelle regionali e, purtroppo, quelle cittadine, negli anni, hanno prestato ben poca attenzione alla questione.

Ora è necessario recuperare questa grave lacuna e fare qualcosa di concreto. Proponiamo, attraverso una mozione in Consiglio comunale di avviare il dibattito e lanciare alla politica una sfida importante. A maggior ragione dopo l’emendamento relativo alle assunzioni in Arsenale, approvato in sede di Bilancio alla Camera, è necessario andare oltre e affrontare il tema delle aree militari in maniera più articolata e complessiva. Il Comune deve porre, con autorevolezza, tre questioni: la prima relativa alle bonifiche, ormai non più procrastinabili; la seconda riguardo alla redistribuzione urbanistica degli spazi, perché La Spezia vuole crescere; la terza in merito allo sviluppo, perché abbiamo bisogno di più opportunità e maggiori posti di lavoro. Certo l’amministrazione cittadina da sola può fare ben poco. La partita va giocata in maniera più ampia. Per questo è necessario costituire un tavolo a cui dovranno partecipare: Comune e Regione, quali Enti promotori e coordinatori dei lavori; i Ministeri competenti, Difesa e Ambiente; la Marina Militare Italiana; i vertici aziendali di Leonardo e Fincantieri e, infine è stato eletto per rappresentare La Spezia a Genova e a Roma.

Lo scopo deve essere concreto: elaborare un documento di programma nel quale progettare e poi realizzare soluzioni sostenibili, adeguate e quanto più vantaggiose possibili per il territorio. Organizzare il polo tecnologico e industriale della Difesa, anche dal punto di vista logistico e infrastrutturale; comprendere e condividere la funzione strategica e il piano di sviluppo interno delle aree della Marina Militare, oggi e domani; formulare un cronoprogramma degli interventi ambientali su zone, ormai neppure più moralmente sostenibili, come il Campo in ferro a Marola o le tante strutture ancora contaminate dall’amianto.

Questi sono solo alcuni dei grandi nodi che devono trovare una risposta nei prossimi mesi e noi vogliamo avviare la discussione e portare, nelle sedi opportune, proposte e soluzioni. In queste ore, per concludere, è partita una lettera indirizzata ad Arpal. Siamo rimasti colpiti da quella strana chiazza che ha tinto le acque del mare in prossimità del Campo in ferro. È vero, è piovuto molto, e speriamo si tratti solo di semplice fango. Sollecitiamo, però, un controllo ambientale per capire con certezza se vi siano state, invece, fuoriuscite di materiale inquinante. Con la salute dei cittadini non si scherza. Tamponiamo, subito, ogni possibile disastro ma poi guardiamo al futuro e mettiamo in campo una soluzione strutturale e definitiva.

Francesco Battistini
Ex Consigliere regionale

Massimo Baldino
Consigliere comunale della Spezia