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Flavio Cavallini: "Il “pasticcio” del Montagna" - Citta della Spezia
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Flavio Cavallini: "Il “pasticcio” del Montagna"

Flavio Cavallini

So che il Presidente Fidal Daniele Neri è persona seria e scrupolosa, essendone amico da decenni, quindi non ho dubbio alcuno che abbia ben ponderato le problematiche stigmatizzate nella lettera inviata al Vescovo, fra le quali quella “amministrativa” (Neri: La struttura sportiva del Montagna è stata realizzata con un notevole finanziamento del Coni nazionale, sulla base di un protocollo formato col Ministero della Difesa, nel quale fu scritto che non può essere variata la destinazione). E come ha sottolineato il Vescovo, è il Comune che ha scelto il capannone al Montagna, sebbene la Marina non l’abbia mai dato in uso alla Fidal, perché pericolante; tuttavia, non hanno proferito parola tutti coloro che hanno il compito di far rispettare le regole, facendo buona compagnia al portavoce di Toti e/o della Pucciarelli, sebbene ci sia il rischio che il protocollo possa essere invalidato, con tutti gli effetti dannosi che ne conseguono.
Vero che Neri ha usato un termine inappropriato (persone che hanno stili di vita poco ortodossi) per definire l’incompatibilità con gli spazi dedicati alla frequentazione prevalente di bambine e bambini in età formativa, ma è scusato, perché, da persona garbata, ha preferito non spiegare il “fatto”, sicuramente conosciuto da Don Palei. Non dal Vescovo, altrimenti avrebbe evitato le affermazioni puntute nei confronti della Fidal provinciale. E sono vieppiù stupito di Don Palei, se sono vere le risposte che avrebbe detto al riguardo, perché, oltre che prete, è cittadino benemerito della Spezia.

Infine, ieri è stato precisato che l’hotel “i Gabbiani” non è della Curia, sì da confutare chi ha proposto di collocare lì i “senza tetto”, invece dei pazienti in fase di guarigione dal Covid19 (con gara che ha interessato anche le altre strutture ricettive?). La proposta di assistere i “senzatetto” in baracche di cantiere, anziché in una struttura alberghiera (confortevole e disponibile), seguiva quella della Fidal che, producendo al Vescovo una adeguata dislocazione planimetrica, suggeriva anche l’utilizzo degli spazi già a disposizione della Cittadella Caritas di Pegazzano (… prioritariamente negli ambiti di proprietà di cui la Diocesi risulta ampiamente fornita. Pensiamo che Sua Eccellenza sia stata mal consigliata anche in relazione alla disponibilità di aree presenti nella Cittadella della Caritas di cui alleghiamo, per spirito di fattiva collaborazione, un possibile posizionamento dei moduli per i senzatetto che risolverebbe in maniera ancora più funzionale le esigenze logistiche che sono state di recente palesate). Il Vescovo ha preferito rispondere, sia con un vaticinio (per il futuro sono già allo studio nuove soluzioni alternative, adeguate e percorribili), sia richiamando la cultura della solidarietà di Papa Francesco. Ma il Papa, oltre ad anelare una Chiesa povera e caritatevole, esorta le strutture ecclesiastiche ad aprirsi all’accoglienza; pertanto, da socialista e pure da buon cristiano che apprezza totalmente l’agire del Santo Padre, ritengo capzioso distinguere le proprietà immobiliari della Curia da quelle delle comunità religiose e delle società a lei riconducibili.

Flavio Cavallini