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Atei rispondono al parroco

Campane di Santa Caterina, Uaar: "Rispetto della civile convivenza impone ben altro"

Lanzieri: "Videomessaggio di caratura tipica dei fomentatori di odio".

Chiesa di Santa Caterina

“Uaar non è contrario all’utilizzo di campane o quant’altro per le esigenze di qualsivoglia culto, purché tali manifestazioni si svolgano nel pieno rispetto delle norme legali vigenti”. E’ quanto afferma il coordinatore provinciale Giorgio Lanzieri in risposta allo sfogo social di don Pietro Cattaneo che ieri aveva deciso di staccare le campane della chiesa di Santa Caterina dopo la lettera ricevuta da alcuni residenti (QUI).

“A fronte delle rimostranze di alcuni cittadini di Sarzana per l’eccessivo utilizzo delle campane – scrive oggi il circolo degli atei e degli agnostici razionalisti – il cui livello sonoro per chi vi abita vicino è a dir poco intollerabile (e su questo auspico che finalmente il Comune di Sarzana svolga presto i previsti accertamenti, atteso che siamo anche nei paraggi dell’ospedale, per il quale sono in vigore normative stringenti sulle emissioni sonore), il parroco di Santa Caterina ha pensato bene di postare sulla pagina Facebook della parrocchia e ripreso da Città della Spezia, un video dai contenuti violenti e sediziosi, incitando di fatto i fedeli a far valere le proprie ragioni nei confronti di chi ha osato levare la propria voce contro”.

“Nella fattispecie – spiega ancora Lanzieri – essendo la chiesa di Santa Caterina dotata di campane surdimensionate rispetto all’originale funzione (lo dimostra lo scasso realizzato appositamente nel campanile per ospitare le nuove, grandi campane), la pressione sonora per chi vi abita accanto è veramente ai limiti del dolore fisico e psicologico. Sono queste le esigenze di culto rappresentate dal loro esponente locale? Torturare insistentemente chi risiede nei pressi della chiesa, incuranti delle loro sofferenze, pur di affermare una primazia di culto? È proprio necessario scampanare ogni mezz’ora, oltre a ricorrenti motivi musicali di discutibile gusto per oltre due minuti ininterrotti? Il rispetto della civile convivenza impone ben altro”.

“Ma c’è di più: nel suo videomessaggio, il parroco addita chi ha osato protestare presso i suoi superiori per la sua mancanza di comprensione, e lo fa indicandoli chiaramente quali unici responsabili della sua protesta, dicendo che “hanno nomi e volti, ed abitano dietro alla chiesa”. Magari, qualche fedele zelante, prende alla lettera il suo messaggio e si prenda la briga di fare giustizia, a modo suo. Il videomessaggio, di caratura tipica dei fomentatori di odio, mal si addice a chi, per professione, dovrebbe rivestire i panni del predicatore di pace, messaggero di Cristo. È dunque questo il vero volto della Chiesa cattolica?”.