Quantcast
LA REDAZIONE
Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto
Attualità

"Lerici, grave irresponsabilità autorizzare le processioni religiose"

Intervento di Giorgio Lanzieri, coordinatore circolo Uaar della Spezia.

Chiesa di San Francesco a Lerici

È a dir poco sconcertante dover prendere atto della scellerata leggerezza con la quale alcune
istituzioni affrontano il rischio di contagio dal temibile Coronavirus. Leggo oggi su Città della Spezia (XXXX) che a Lerici sono da ieri iniziate le processioni in onore della madonna di Maralunga, alle quali, “grazie a dio”, non potrà prendere parte la popolazione locale, ma soltanto il sindaco, il parroco, il vice parroco ed un nutrito numero di suore. Le processioni vengono riproposte in più giorni, interessando tutto il territorio lericino: ieri la prima, oggi una
seconda, poi ancora il 22, 23, 25, 26, 27 e 28 marzo. Sappiamo tutti quale dramma si stia consumando in Italia, quali drastici provvedimenti abbia dovuto adottare il Governo al fine di preservare la salute dei cittadini, quanti morti stia seminando il virus, quanto esso sia contagioso, quante e quali limitazioni senza precedenti siano imposte alle popolazione.
Incurante di tutto ciò, non prendendo in benché minima considerazione l’interesse primario della salute dei propri concittadini, il sindaco di Lerici sfila orgoglioso per le vie cittadine a capo di una serie di processioni religiose il cui unico risultato sarà quello di mettere a repentaglio la salute dei lericini, aumentando considerevolmente il rischio di espansione del contagio. Con quante persone si incontreranno poi il sindaco e gli altri partecipanti alle processioni? Quale garanzia possono offrire di non diventare essi stessi portatori, anche asintomatici, del virus?
Siamo alla riproposizione di quanto già narrato (e stigmatizzato) dal Manzoni nel famoso capitolo XXXII de I promessi sposi: sarà poi loro facile trovare un presunto “untore” cui attribuire eventuali responsabilità per la diffusione del contagio, sia egli un runner solitario o un bagnante isolato. Consentire che siano celebrati riti collettivi di qualsivoglia natura è oggi un atto di gravissima irresponsabilità che disattende completamente le pur chiare direttive del governo nazionale e non fa certo onore alla figura del primo cittadino.

Giorgio Lanzieri
Coordinatore circolo Uaar della Spezia

Più informazioni