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Una storia spezzina

Una storia spezzina

A Spedission de Caraa e quelle medaglie ottenute senza rischio alcuno

di Alberto Scaramuccia

Import 2020

In un recente episodio della fiction “I Medici” (il sesto della terza stagione) nella complessa vicenda che il Magnifico stava tessendo compare pure Sarzana. Addirittura, in alcune sequenze brevi e veloci si vede anche una fortificazione che nei pochi fotogrammi confusi non permettevano di identificare puntualmente con quella di Sarzanello anche se in qualche misura gli somigliavano.
La città della Magra godeva allora della protezione del neoeletto Papa Innocenzo VIII, al secolo Giovan Battista Cybo che fu il primo importante esponente di quella famiglia che un’accorta politica matrimoniale portò ad imparentarsi con i Malaspina marchesi di Massa e principi di Carrara. Di quella dinastia l’ultima esponente fu la duchessa Maria Beatrice che alla morte (1829) lasciò i possedimenti al figlio Francesco duca di Modena e quarto del suo nome. In ogni caso, chiunque ne fosse il padrone, Cybo o Asburgo-Este, i possedimenti sabaudi erano separati da quelli del Granduca di Toscana da una sottile lingua di terra che comprendeva fra le altre cose anche la riva sinistra del Vara a Bracelli e Fosdinovo con il suo castello, situazioni che sconsigliavano la creazione dell’Arsenale.
Questa situazione durò fino al 1859 quando si combatté la seconda guerra d’indipendenza. Infatti, all’inizio del conflitto, Carrara, terra notoriamente ribelle e già protagonista negli anni immediatamente precedenti di tentativi sediziosi, insorge costringendo alla fuga i funzionari del Duca e la forza.
Cavour, gran volpino, manda prontamente due suoi uomini a prendere in mano la situazione per garantire sicurezza e ordine. Tuttavia, il rientro nel Carrarese di un drappello di soldati estensi provoca l’intervento di un contingente di Spezzini. Sono due compagnie della Guardia Nazionale accompagnate da diversi volontari, che al solo apparire provocano l’immediato squagliarsi dei fans del Duca di Modena che di fronte alla minaccia che arriva dalla Sprugola giudicano prudente ritirarsi in buon ordine.
Così, Carrara è mantenuta nella nuova giurisdizione senza che si sia sparato un solo colpo.
Eppure, sei anni dopo a tutti i componenti dea Spedission de Caraa, a cominciare dal loro Comandante, il Maggiore De Stefani della Guardia Nazionale, vengono premiati con una medaglia in quanto anch’essi risultano reduci della campagne d’Italia al pari di quelli che avevano rischiato la pelle per l’Unità.
La cosa suscita commenti salaci e qualche lustro dopo quel ragazzaccio dell’Ubaldo ci fa sopra ventuno sonetti che rivisitano l’episodio in chiave caricaturale.
Quanto cammino dalla fiction dei Medici a Gamin!

ALBERTO SCARAMUCCIA