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"perché escrivà?"

"Si cambi nome di Largo Escrivà e si intitoli a una donna"

I membri del circolo Uaar spezzino in Largo Josemaria Escrivà

Largo Escrivà deve cambiare nome. E’ l’auspicio della Uaar spezzina che prende parte così al dibattito infuocato di questi giorni tornato in auge dopo una nota della curia a seguito della quale da Via don Minzoni hanno fatto sapere che il vescovo non sarebbe mai stato contattato dal sindaco Peracchini. In giornata poi è arrivata anche la risposta dell’amministrazione dopo il poleverone di ieri con il botta e risposta tra Movimento cinque stelle e Fratelli d’Italia.
Per Uaar è il coordinatore spezzino, Cesare Bisleri, a intervenire. In una nota scrive: “Auspichiamo l’intitolazione ad un personaggio sicuramente antifascista e, soprattutto, femminile, visti i tanti degni esempi che abbiamo nella storia antica e recente che vengono sistematicamente ignorati per questa tendenza – ormai figlia di un retaggio culturale che dovrà necessariamente passare di moda a preferire l’autorevole e austera figura maschile”.

“La scelta del sindaco Peracchini – scrive Bisleri – di dedicare una piazzetta del centro di La Spezia al fondatore dell’Opus Dei ha creato uno strascico di proteste e malumore che non solo non accenna a diminuire ma ma, ora, ha anche scoperto scenari da telenovela. Nella commissione di garanzia e controllo aperta sul caso Escrivà sono letteralmente volati gli stracci e, proprio come in una telenovela, tra sceneggiate e scontri verbali si sono scoperti i gli altarini altarini: leggerezze e semplificazioni in barba alle formalità degli iter burocratici e bugie. Soprattutto bugie”.
“Il sindaco Peracchini – prosegue la nota -, infatti, dopo i suoi precedenti tentativi fatti come portavoce dell’Opus Dei negli anni 2008 e 2012 di far fare un’intitolazione al santo prediletto, entrambi bocciati dalla commissione toponomastica, stavolta pare abbia riproposto informalmente l’iniziativa, portandovi a sostegno anche un fantomatico consenso/parere della curia locale, salvo poi essere smentito proprio dal vescovo Palletti. Quindi una bugia”.
“Il sindaco comincia ad annaspare. Si trova in difficoltà e non sa più come cavarsela. In commissione controllo non si è nemmeno presentato perché, dice, non ha avuto o nessun ruolo sul caso. Nessuno Nessuno. Altra bugia? Il suo assessore Paolo Asti assume un atteggiamento così tracotante che finisce per accrescere l’isolamento del Sindaco e della sua maggioranza e, per chiudere in bellezza, arriva l’exploit degli esponenti di Fratelli d’Italia: Frijia, Manucci e Parodi che forse per sviare l’attenzione dalle bugie smascherate, non trovano nulla di meglio che sentirsi indignati e stufi del dibattito sul tema ed attaccano la minoranza accusandola di non occuparsi di cose serie. Come se mentire in un’attività istituzionale non sia cosa seria da discutere”.
“Probabilmente, per loro, intitolazioni, commemorazioni e cerimonie formali sono cose serie solo fintanto che non si scopre il pentolone degli inciuci altrimenti – scrivono ancora da Uaar – , se si sente il dito nella piaga, diventano il futile argomento dell’opposizione. Insomma, sceneggiate politiche a parte, anche anche la Chiesa prende le distanze da un’intitolazione sicuramente scomoda, oltre che inopportuna e divisiva, che ha aperto molti malumori anche nel mondo cattolico. Come atei ed agnostici avremmo anche accettato il nome di un prete cattolico, e ci sono esempi meritevoli come don Gallo, don Milani, don Minzoni, ma non certo quello di un chierico fascista amico di uno dei più spietati e sanguinari dittatori del XX Secolo, Francisco Franco, e sostenitore di una visione della donna degna del più buio medio evo”.
Bisleri incalza e prosegue: “Perché Escrivà? Ma oggi una risposta la si può anche leggere nella sola ostinazione del primo cittadino e quindi, auspicando una chiusura rapida e dignitosa della vicenda, che davvero ha fatto perdere tempo a cittadini, associazioni e forze politiche, come circolo Uaar della Spezia chiediamo che venga revocato il nome dello slargo Escrivà e che lo stesso sia intitolato ad un personaggio sicuramente meritevole e rappresentativo, in antitesi con i disvalori che erano propri del fondatore dell’Opus Dei”.