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Cento migranti arrivano a Genova, sinistra li accoglie in porto

I consiglieri regionali Lunardon, Rossetti e Pastorino: "Grave assenza di Toti". E il gov dà rassicurazioni sul fatto che saranno accolti fuori regione.

Nave Fulgosi approdata a Genova

La nave della Marina Militare Cigala Fulgosi stamani è attraccata al porto di Genova con il suo carico umano: un centinaio di migranti raccolti nei giorni scorsi al largo delle coste libiche. Alle 13.30 si sono concluse le operazioni di sbarco dei migranti, tra i quali oltre venti minori e una ventina di donne, alcune in stato di gravidanza. Si tratta di persone originarie di Camerun, Somalia, Mali, Libia, Nigeria e Costa d’Avorio. In settimana il governatore Toti ha affermato di aver ricevuto rassicurazioni dal ministro Salvini circa la collocazione dei migranti fuori dalla Liguria.

Non è mancata la solidarietà ai nuovi arrivati. Circa 150 persone tra cui camalli e tesserati Arci e Anpi hanno organizzato un presidio per dire sì all’accoglienza. In porto anche i consiglieri regionali Lunardon, Rossetti (Pd) e Pastorino (Rete a sinistra). Ringraziati sentitamente i medici militari e tutti i sodalizi e le realtà impegnate nelle operazioni di prima assistenza, hanno espresso l’auspicio “che le operazioni di identificazione procedano con altrettanta efficienza e soprattutto celerità, perché numerosi migranti adulti aspettano che vengano eseguite tali operazioni esposti al sole sul ponte della nave, ed è quindi auspicabile che al più presto vengano ricoverati nelle tende allestite a Calata Bettollo. Occorre però segnalare che a tuttora nessuno conosce la destinazione finale dei migranti, perché il Ministro degli Interni non ne ha ancora dato comunicazione. Siamo sconcertati che il presidente della Regione Giovanni Toti e il sindaco di Genova Marco Bucci, nel loro ruolo di rappresentanti delle comunità ligure e genovese, non fossero presenti questa mattina a dare il benvenuto a queste persone, perché prima delle opinioni politiche viene l’umanità e consideriamo doveroso che chi riveste importanti ruoli istituzionali porga il suo saluto e accolga, idealmente in nome della comunità che rappresenta, chi scappa da guerre, persecuzioni, carestie. Apprendiamo che Toti si è affrettato a dire che queste persone non rimarranno a lungo in Liguria, un’affermazione che poteva francamente evitare perché il primo sentimento non deve essere quello di allontanarli ma di aiutare chi è in condizioni di sofferenza e disagio. Prima di tutto viene il rispetto per le persone”.

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