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Una vergogna

"Troia sindacalista", Lara Ghiglione denuncia gli haters politici

Insulti e minacce per aver criticato il governo. "Rifletta chi ha votato il M5S perché deluso dalla sinistra".

Il post di denuncia di Lara Ghiglione

Un giro di gogna non lo nega a nessuno quella fogna a cielo aperto che sono sempre più spesso i social network. Che sia strategia comunicativa messa in atto da profili fasulli coordinati su un obiettivo scelto a seconda del tema del momento o che sia solo la propria inciviltà e la propria codardia portata sulla rete da taluni cittadini, il 2018 si chiude come era iniziato su Facebook. E le donne sono obiettivi “privilegiati” di questa slavina di fango, su cui riversare magari anche il peggio del proprio subconscio. Lo sanno Cecile Kyenge e Laura Boldrini, lo sa anche il segretario provinciale della Cgil della Spezia Lara Ghiglione, che in queste ore si lascia andare a una denuncia per rompere il muro del silenzio che troppo spesso avvolge le vittime del cyberbullismo, prerogativa niente affatto degli adolescenti.

Troia. Penosa. Kaka sindacalista. Scomparirete. E tanti altri bei commenti”, recita il post della 43enne che pubblica gli epiteti ricevuti per aver osato rivolgere critiche all’operato del governo. Ghiglione se la prende in particolare con i sostenitori del Movimento Cinque Stelle. “Li metto così nome e cognome. Non li blocco e non blindo il profilo. Perché tutti possiate comprendere il livello di certi sostenitori convinti del movimento 5 stelle. Quelli che mettono le stelline anche sulla foto del profilo e che non accettano che si critichi la manovra finanziaria (questa è la mia colpa). Perché il movimento non si discute. Si ama”.

“Quelli che ti imputano di non aver fatto niente per combattere il jobs act e non si chiedono perché il movimento non lo stia abrogando. Scrivono tutti le stesse cose come se li avessero educati ad attaccare su determinati argomenti – continua – A loro questo post non servirà a nulla, ma spero che faccia riflettere molte persone che votavano a sinistra e che in buona fede li hanno votati perché legittimamente delusi e arrabbiati. Davvero volete lasciare il Paese in mano a Salvini e a questa gente?”, si chiede la sindacalista come chiosa. Un messaggio che pare rivolto a molti degli iscritti alla stessa Cgil.

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