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Una storia spezzina

Una storia spezzina

La forza della Sprugola non si argina in una fognatura

incoacta sub imposita mole

Un aficionado mi chiede spiegazioni sui marmi che decorano nell’edificio di via dei Mille 14. Sulla sua facciata di via Colombo che si prolunga fin quasi a via Raffaele De Nobili, compaiono due bassorilievi che portano sotto altrettante iscrizioni in latino su due righe. Le sculture, ne ho già detto altre volte, rappresentano due divinità delle acque. Nudo il petto che è duro come marmo e sciolto il crine, hanno al fianco un otre da cui copiosa sgorga acqua. Delle due, quella a mano dritta è volta al monte, mentre l’altra guarda verso il mare. L’iscrizione sotto alla statua di destra afferma che dove è la Ninfa, scaturisce Sprugola, nume tutelare del territorio che protegge chiunque al suo liquore si disseti. Sotto all’altra Ninfa sta scritto (traduco) che l’acqua “di nuovo si sparge tutt’intorno” ed aggiunge (dice il testo in latino) che è “incoacta sub imposita mole”.

In queste quattro parole risiede la chiave per comprendere il significato di quei marmi. Tradotte tradizionalmente come “libera sotto il peso impostomi”, penso invece che non ci si debba accontentare di una traduzione letterale: é sempre preferibile rispettare il messaggio anche se è, come in questo caso, un pochino criptico. Dunque, mentre tiravano su quel palazzo di via del Mille, primissimo Novecento, tutti vedevano ribollire sotto i loro occhi la forza della Sprugola nella parte opposta di via Colombo. Era una zona dove si stava edificando e la Sprugola, che era in fermento, era stata imbrigliata e convogliata nella fognatura per scaricarla in mare.

Allora, quella decorazione non è una lesena, termine che nel linguaggio delle costruzioni indica un elemento architettonico che è privo di qualsiasi funzione portante essendo inserito nel complesso unicamente per funzioni decorative. Al contrario, io sono convinto che le due scritte costituiscono un elemento strutturale, anzi una vera e propria mappa che conduce chi è capace di leggerla, alla scoperta del tesoro.
Stavano tirando su una casa e mentre erano intenti al lavoro gli operai vedono ribollire l’acqua sull’altro lato della strada. Per evitare danni, quella polla la si imbriglia e la si immette nella fognatura che sbocca in mare.
Le due Ninfe indicano il luogo dove Sprugola nasce e quello dove la destinano a finire. Eppure, la sorgiva è “incoacta”, senza catene, “sub imposita mole”, nonostante lo sbarramento a cui è obbligata. Moles in latino significa anche diga.
Costruivano e vedevano di fronte l’acqua venire fuori. Costruirono anche lì e il palazzo di via De Nobili lo si dovette poi abbattere perché la Sprugola era ancora viva, incoacta.

Alberto Scaramuccia