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"diverso da chi?"

Il decreto sicurezza preoccupa anche le comunità straniere locali

Un incontro in Via Corridoni per spiegare la nuova legge nazionale che mette mano anche all'immigrazione e permessi di soggiorno.

L'incontro di Via Corridoni

Sono preoccupati per il decreto Salvini. Non sanno cosa potrà succedere per i permessi di soggiorno e tutto ciò che riguarda l’immigrazione. Le barriere linguistiche e i complessi termini legati alle leggi rendono ancora più difficile il percorso di comprensione. Sono le comunità degli immigrati, in Italia da anni e spezzini di adozione, che oggi pomeriggio si sono riuniti nel circolo Arci “27 febbraio” per un incontro pubblico al quale hanno partecipato sia Arci che l’associazione domenicani organizzati alla Spezia. La riunione è servita per capire quali effetti “immediati” potrebbe avere il decreto sui cittadini stranieri. Ad illustrare il decreto e a riportare alcune esperienze sono stati don Francesco Vannini, l’avvocato Francesca Angelicchio, Maria Peralta e l’ex presidentessa dell’Arci e legale Antonella Franciosi avvocato del Comitato solidarietà immigrati.

Più volte, nel corso dell’incontro, si sono levati gli appelli anche di Maria Peralta affinché i cittadini di organizzino e partecipino a manifestazioni di piazza per far sentire la propria voce. “Anche noi abbiamo i nostri diritti – ha detto Peralta alla platea nel corso della riunione – e non possiamo continuare ad essere divisi. Dobbiamo confrontarci e ragionare. Potremmo organizzarci anche con una fiaccolata. Non possiamo stare fermi”. Anche Antonella Franciosi ha fatto appello alla creazione di una rete tra tutti i cittadini. “La situazione non è affatto semplice – ha detto Franciosi a margine dell’incontro – . Tutto questo avviene in un clima sempre più ostile e alla Spezia ci sono molte criticità. Impera ormai questa logica della paura del diverso. Ma ci chiediamo diverso da chi?”.

L’avvocato Francesca Angelicchio ha spiegato le criticità del nuovo decreto: “Di fatto – ha spiegato – viene tolto il permesso per motivi umanitari che ultimamente ha avuto grande diffusione anche grazie ai tribunali che hanno riconosciuto delle situazioni di vulnerabilità. Questo decreto sostituisce il permesso umanitario con alcuni ‘speciali’. Da un’ipotesi ampia che permetteva una personalizzazione si arriva a casi specifici e ridotti”.
Sono tante le preoccupazioni per i cittadini immigrati che si trovano alle prese con il nuovo decreto e alcuni di loro ha chiesto se c’è la possibilità di avere un vedemecum per comprendere meglio il decreto in modo che sia a portata di tutti. Questa è solo una richiesta emersa nell’incontro che sarà seguito da altri approfondimenti sempre curati da comitati e associazioni.

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