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Una storia spezzina

Una storia spezzina

La controversia editoriale fra Elena Bacaloglu ed Ettore Cozzani

di Alberto Scaramuccia

Elena Bacaloglu

Nel febbraio 1918 il “Corriere della Spezia” informa gli antenati che lo leggevano su un episodio curioso.
“La scrittrice e propagandista Elena Bacaloglu di origine rumena” è in lite con il professor Ettore Cozzani. La donna ha proposto all’intellettuale spezzino un lavoro sulla sua Patria composto avvalendosi anche della collaborazione della scrittrice Carla Cadorna (figlia del generale Luigi, un cognome che per presentarsi non serviva il biglietto da visita) e dell’artista Charles Doudelot, un genietto belga che fu maestro nel produrre immagini incidendo e lavorando il legno, e noi ben sappiamo quanto L’Eroica di Cozzani avesse un vero e proprio culto della litografia. Da questa collaborazione esce nella seconda metà del ’17 un numero che, per di più, è corredato da un paio di interventi di assoluto valore. Sul testo della romena scrivono, infatti, Benedetto Croce e Gabriele D’Annunzio.

Tuttavia, il modo con cui la copia sulla Romania esce, non è gradita per nulla dalla Bacaloglu che pretendeva un’edizione straordinaria per la pubblicazione dello scritto che invece risulta essere molto pregiudicato dall’essere stato pubblicato in un fascicolo normale.
L’intellettuale romena chiede il sequestro delle copie esistenti (sono circa duemila), ma presso la tipografia “Arti Grafiche” che le ha prodotte non si trovano: avvertiti del pericolo la stamperia ha occultato i fascicoli in casa di un amico che abita in via della Canonica dove infine furono ritrovati. A quel punto la parola passa al Tribunale.
La cosa interessante è però che la Bacaloglu aveva informato della prossima pubblicazione del suo testo sulla Romania, un amico carissimo: Salvatore Di Giacomo, che noi conosciamo soprattutto perché molte delle sue poesie sono state il testo di notissime canzoni napoletane. Ma fu un grande intellettuale partenopeo, direttore, fra le altre cose, della Lucchesia, la Biblioteca Lucchesi Palli.

Quando l’amica lo informa dello scritto, lui le risponde (è il 17 giugno 1917) che non serve che gli dica che cos’è L’Eroica perché al magazine “la Lucchesiana è abbonata e ha le collezioni di questa bella rivista”. Ettore Cozzani fu un grande in Europa, anche se, per le posizioni politiche assunte, al suo ricordo è stato dato l’ostracismo, e la considerazione con cui Di Giacomo teneva il suo prodotto è ulteriore prova di quanto questo nostro intellettuale venisse stimato. Dimenticavo di dire come finì il contenzioso fra la rumena e lo spezzino: il Tribunale diede ragione all’Ettore e la bella Elena, oltre a perdere la causa, fu anche condannata al pagamento delle spese processuali.