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Una storia spezzina

Ettore Cozzani, l’Eroica e la censura superata

di Alberto Scaramuccia

Xilografia

Della cultura, e non solo italiana, del primo Novecento, Ettore Cozzani fu un grande. Ignoro, però, quanti siano gli spezzini che conoscono il nome del loro antico concittadino. Tuttavia, negli ultimi tempi lo si è riscoperto facendogli superare l’oblio comminatogli per censura politica.
Cozzani fu ‘L’Eroica’, rivista famosa edita in un tempo di riviste famose. Egli la ideò con Franco Oliva, grande architetto spezzino. In quella pubblicazione la letteratura si coniugava all’arte trovando la sintesi nella xilografia, l’abilità di fare grafica intagliando sapientemente il legno da passare poi alla stampa. Fu l’epoca dell’espressionismo e ‘L’Eroica’ ne rappresentò indubbiamente uno dei vertici.

Ma l’Ettore è attivo sui periodici spezzini anche prima di dar vita alla rivista.
Nell’ottobre del 1909, ad esempio, interviene sul Corriere per recensire un libro che illustra le condizioni del Piemonte negli anni turbolenti della Rivoluzione francese. A Torino capita quello che successe anche dalle nostre parti. I Francesi e le coalizioni che si formano a difendere l’Ancien Régime si succedono nella guida del territorio in un altalenante balletto per cui i padroni di oggi sono presto soppiantati da nuovi signori pronti peraltro a lasciare il posto ai vecchi proprietari. Siano Francesi o Russi, la gente li acclama entusiasta dimenticando di aver fatto l’identica cosa per i precedenti occupanti.

Il giudizio che l’autore del libro emette sul comportamento del popolo sempre pronto ad accogliere festosamente il nuovo padrone, è impietoso e ad esso s’accoda il nostro Ettore che non solleva alcuna perplessità sulla valutazione espressa nel libro che recensisce.
Mi sembra opportuno soffermarci su questo fatto ché mostra la mentalità di Cozzani. Sarebbe stato opportuno, a mio avviso, che si fosse chiesto perché il popolo si era comportato in quel modo. Infatti, i repentini cambiamenti d’umore della gente dipendevano certo da ben altro che l’indole volubile. C’era evidentemente una situazione di disagio socio-economico che faceva gridare al benvenuto verso chiunque venisse a guidare il territorio.

Il fatto è però che per riconoscere questo, occorre una sensibilità sociale ed un’attenzione che a Cozzani faceva difetto. L’aspirazione all’eroismo, infatti, che tanto bene manifesta e trasmette nella sua produzione, implica una concezione elitaria ed aristocratica della vita che lascia proprio poco spazio all’interesse verso la gente ed i problemi reali. Come che fosse, così era Cozzani: qualora si emetta una valutazione su di lui, occorre che venga considerato anche questo fatto.