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Una storia spezzina

La Sprugola, patrimonio della comunità

di Alberto Scaramuccia

La Sprugola all'interno dell'arsenale militare

Se lo ricordate, qualche numero fa ho detto, parlando di quel grande logo della Spezia che fu il lago della Sprugola, che in tanti si arrovellarono a scoprire da dove venisse fuori l’acqua che alimentava quel grande invaso che era parte fondamentale del panorama spezzino. Tuttavia, anche se in tanti in chissà quanti modi ci provarono a trovare la fonte natale, non si era andò mai al di là di ipotesi più o meno dettate dalla fantasia.
Sta di fatto che la “lezione” che il nostro buon Caselli impartisce dicendo (o ripetendo) che non si è un vero Spezzino se non ci si dissetati all’acqua della Sprugola, è presto appresa ed assimilata da tutti sicché diventa patrimonio della comunità.
Ne è prova, ad esempio, una rubrica che parla di cose spezzine, della storia e anche delle curiosità del territorio, che il settimanale “L’Opinione”, unica testata locale nel periodo del regime, inizia “lunedì 26 ottobre 1931 – IX”. Quello spazio dedicato esce in seconda pagina e diventa immediatamente un appuntamento importante per i lettori di quel periodico fino alla sua ultima comparsa che avvenne il 16 gennaio di due anni dopo.
La nuova rubrica che s’inaugura alla fine del ’31, porta il titolo di “Acqua della Sprugola” ed il “Preamboletto” che ne spiega il perché, è esplicito nell’elevare il laghetto a simbolo della intera città: “nell’ambito segnato dalla famosa Sprugola passa e ripassa durante il giorno e durante la notte l’intera cittadinanza, nelle sue varie classi sociali, nei suoi differentissimi individui e gruppi”.
Perfino la celebrazione del cinquantenario della pubblicazione di “Romagna” di Giovanni Pascoli che “L’Opinione” fa il 12 dicembre del 1932, è occasione buona per ribadire, sia pure in maniera molto indiretta, il ruolo che il laghetto nostrano vanta nella storia cittadina.
Dai tempi della scuola sappiamo tutti che Pascoli dedica la poesia al grande amico Severino Ferrari, il poeta bolognese che venuto qua per insegnare, si prese una gran bella cotta per la sua Ida e per la terra del Golfo, due amori che non lo lasciarono mai.
Bene, chiosando Romagna, il settimanale spezzino scrive che nella sua produzione poetica il buon Severino “cantò la Sprugola e la Sprugola rammenta sempre con devozione il suo nome”.
Che io sappia, nessuno dei componimenti che Severino dedicò alla città, si intitola “Sprugola”. Però, è bello che il nome del grande lago nel settimanale diventa sinonimo di Spezia così come “riesce nostalgicamente caro al cuore degli sprugolini” il ricordo del forte vincolo d’amicizia che legò nel loro cammino terreno i due poeti.