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Soprintendenza stoppa il piano antenne di Sarzana - Citta della Spezia
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Soprintendenza stoppa il piano antenne di Sarzana

Comitato che botta!: "Il piano si sta rivelando un gran pasticcio". Giovedì nuova assemblea ai Grisei.

Antenna di via Landinelli

“La Soprintendenza delle Belle Arti e del Paesaggio ha posto un alt al Piano delle antenne di Sarzana. Quel Piano – per l’ente che tutela il paesaggio – deve essere sottoposto a verifica di assoggettabilità alla VAS (Valutazione ambientale strategica) con il coinvolgimento della stessa Soprintendenza “per gli impatti sul sistema dei beni culturali e paesaggistici tutelati, nonché sugli ambiti, sulle aree e spazi pubblici tutelati ai sensi dell’art. 12 del Codice del Centro storico”. Nello stesso documento, che è a conoscenza del Comune dal 26 agosto scorso, il Soprintendente Vincenzo Tiné e la responsabile del procedimento Caterina Gardella ricordano inoltre che ai sensi del Codice del Paesaggio l’ente è titolare del parere obbligatorio sulle autorizzazioni delle singole installazioni.
La nota della Soprintendenza è indirizzata al Gabinetto del Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, che, a seguito di una segnalazione del Comitato Sarzana, che botta!, di Legambiente e Italia Nostra, aveva sollecitato la direzione regionale di Genova a intervenire”.
Così il comitato Sarzana, che botta! che in una nota sottolinea l’importante risultato ottenuto dopo l’assemblea delle scorse settimane nella quale era stato deciso proprio di presentare l’istanza sul piano al ministro Franceschini.
“Le associazioni ambientaliste – si legge ancora – hanno documentato come il Piano delle Antenne di Sarzana ignori sia la tutela dei beni architettonici vincolati, sia le aree classificate come bellezze d’insieme, dai Grisei alla Fortezza, compreso il Centro storico di Sarzana, dove “l’antennone” Telecom si è negli anni arricchito di nuove installazioni. Il Piano delle Antenne si sta rivelando un gran pasticcio. La prima mazzata era arrivata dalla scoperta del Comitato Sarzana, che botta! che il Regolamento di attuazione era stato largamente fotocopiato dal Piano spezzino, senza tenere in alcun conto le peculiarità del territorio sarzanese. Ora lo stop della Soprintendenza, che mette in discussione la procedura di VAS”. ?
“Il Consiglio comunale il 20 aprile scorso aveva adottato il Piano e l’annessa relazione dello screening di VAS, redatti dalla società Ambiente di Carrara su incarico dell’Amministrazione, ignorando la richiesta del Comitato Sarzana, che botta! di soprassedere all’esame per approfondire con un confronto con i cittadini i vari aspetti controversi. I tecnici di Carrara avevano concluso la verifica di assoggettabilità alla VAS (screening) affermando che il Piano non conteneva impatti significativi sull’ambiente. Le leggi nazionale e regionale però prevedono che nella procedura di VAS siano ascoltati obbligatoriamente Soprintendenza, Parco Magra e i Comuni confinanti. Il Comune di Sarzana invece ha inviato il documento il Regione per farselo approvare. Pasticcio nel pasticcio l’amministrazione comunale ha ignorato che la nuova legge regionale sulla VAS, approvata il marzo scorso, delega agli stessi Comuni la procedura. Da Genova la documentazione è tornata al mittente. Per la Soprintendenza tutta la procedura è da rifare, perché le conclusioni dei tecnici della società Ambiente di Carrara è tutt’altro che vangelo”.