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"Ti denuncio!", bagarre in consiglio a Santo Stefano

Le parole del consigliere di opposizione Francesco Ponzanelli non sono andate giù al primo cittadino Paola Sisti: "Non accetto che si discuta la mia onestà".

L'ira di Ponzanelli un attimo prima di lasciare la sala consiliare

Il consiglio comunale straordinario dedicato alla situazione della ex cava della Brina era cominciato da appena mezz’ora (su quasi cinque ore totali) quando il sindaco di Santo Stefano Paola Sisti, a brutto muso, ha agitato lo spettro della denuncia penale nei confronti del consigliere di opposizione Francesco Ponzanelli, capogruppo di ‘Santo Stefano popolare’. Già ai ferri corti con la Sisti, in questi giorni, sul tema delle unioni civili, l’alfanian-costiano Ponzanelli ha fatto scattare il sindaco quando ha toccato il tema della convenzione che regola il riempimento della ex cava, menzionando i privati protagonisti dell’operazione. Spiegato di essersi a suo tempo astenuto, quando il consiglio comunale (allora era sindaco Mazzanti) aveva votato la convenzione, “perché non potevo dire un no a prescindere”, Ponzanelli ha aggiunto: “Vi faccio una gran battuta: la ‘Settimo Castagna’ non credo abbia la mia tessera, né tantomeno Vagaggini credo abbia partecipato alla mia campagna elettorale. Perché poi possiamo andare a vedere queste cose, prima delle elezioni…”. E dopo il “questo può essere per me motivo di denuncia” della Sisti – che nell’ardore del momento ha chiesto di poter subito consegnare la querela alla Municipale -, Ponzanelli ha così rincarato: “Eccola là, ci siamo arrivati. Io non ho detto che è stata finanziata, lo dice lei. Non la butti in caciara. Non minacci. Prima di lei c’era già gente che mi minacciava, ma non ho mai preso una querela, ho sempre detto la verità, non faccia la furba con me, non me ne frega niente, non ho interessi. Voglio vedere se avete voi interessi, quando cambierete la convenzione. Ci ritroveremo qua quando cambierete la convenzione con qualcuno, o con qualcuno amico che deve scaricare là dentro… perché è questa la cosa, perché a me non me ne frega niente, io vorrei che fosse tutta sequestrata (la ex cava, ndr) e ci fosse un’ordinanza a bloccare anche i camion (che fanno i riempimenti, ndr)”.

Insomma, un vero fiume in piena, colorito da un “Mi faccia parlare!” che ha fatto vibrare l’intero ex opificio della Vaccari, sede provvisoria del consiglio, e da un ironico “Nemmeno Mazzanti faceva così, lei sta primeggiando!”, riferito in particolare alla consegna – tardiva, per Ponzanelli (“92 pagine arrivate stamattina alle 10.42”) – della documentazione. Ad assemblea inoltrata, la Sisti ha chiesto pubblici scuse e chiarimento da parte di Ponzanelli. “Il consigliere allude a sovvenzioni poco chiare, connivenze, favori ad amici. Se si scusa per aver detto certe cose nella foga del momento, accetto le scuse. Altrimenti riascolto lo streaming e valuto la denuncia. Non accetto che si metta in discussione la mia onestà. Ho quasi quarant’anni di lavoro come funzionario pubblico alle spalle e venti da amministratore pubblico, senza macchia”.

“Io non ho detto che lei sindaco ha preso i soldi – ha ribattuto Ponzanelli -. Ho semplicemente detto, come già fatto quando c’era Mazzanti, che noi sulla Brina siamo chiari e regolari perché non abbiamo interessi. Non ho detto che ne abbia lei. E poi ho detto che Castagna e Vagaggini in tasca non hanno la nostra tessera politica. Se è da denuncia… denunciatemi pure”.
Parole che, per il primo cittadino, “lasciano intendere di fronte ai cittadini (almeno una trentina: affluenza delle grandi occasioni, grazie al tema molto sentito e al diritto di parola per il pubblico, ndr) che dietro l’operazione ci sarebbero dei favori, che qualcuno, non si sa bene chi, avrebbe fatto degli scambi con l’imprenditore. Ha parlato di finanziamenti alla campagna elettorale… non si rivolge direttamente a me? Non importa se parla di me, dei membri della giunta, dei consiglieri. Lei dice che da parte di chi ha rilasciato le autorizzazioni c’erano interessi privati, parlando di finanziamenti per la campagna elettorale!”.

Insoddisfatta dalla mancata marcia indietro di Ponzanelli – che ha abbandonato polemicamente la sala un’ora prima della fine -, il sindaco Sisti, a margine del consiglio, si è detta pronta, dopo una verifica via streaming, a intraprendere vie legali.