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Artisti sarzanesi protagonisti al Coffi Festival di Berlino - Citta della Spezia
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Artisti sarzanesi protagonisti al Coffi Festival di Berlino

Stasera Fernweh, Paolo Ranieri e Martina Rocchi presenteranno lo spettacolo "Homage to Maya".

Fernweh a Parallelamente

Da Sarzana a Berlino il passo è più breve di quanto possa sembrare, soprattutto nel campo dell’arte come dimostra il progetto “Homage to Maya” che nel settembre 2015 debuttò all’interno di ParallelaMente e che stasera sarà parte integrante del Coffi Festival nella capitale tedesca. La manifestazione è infatti una piattaforma interdisciplinare che consente agli artisti italiani di presentare le proprie opere ad un pubblico internazionale. Fra questi c’è anche il collettivo che ha dato vita allo spettacolo dedicato al cinema sperimentale e indipendente di Maya Deren: il videomaker Paolo Ranieri, il trio “Fernweh” composto da Emiliano Bagnato, Lorenzo Cosci e Daniel Palumbo e dalla scenografa multimediale Martina Rocchi, tutti sarzanesi o saldamente legati alla città.

“Maya Deren è stata una tra le più importanti protagoniste e influenti cineaste dell’Avanguardia Statunitense e attiva tra gli anni Quaranta e Cinquanta del secolo scorso – si legge nella presentazione – “Homage to Maya” è uno spettacolo travolgente che sprigiona una potenza audiovisiva trainante, basato sulla rielaborazione di un’opera di Paolo Ranieri da parte dello studio di visual design Karmachina, con musica live della band Fernweh e il Set Up scenografico di Martina Rocchi”.

“Il montaggio creativo ed esplosivo delle immagini, a tratti estremamente sincopato, è sostenuto dai ritmi crescenti e incalzanti della musica e cuce insieme alcune delle opere realizzate da Maya Deren negli anni Quaranta, tra le quali Meshes of the Afternoon, At Land e A Study in Choreography for Camera. I punti di vista inusuali della macchina da presa – si legge ancora – gli accostamenti non realistici delle immagini, l’estrema attenzione per i movimenti dei corpi, la dimensione sospesa e onirica, tutto viene analizzato, parcellizzato, rimontato secondo nuove strutture ritmiche e di senso che enfatizzano tutti i potenziali sperimentali investigati dalla regista. La performance, come hanno scritto gli autori, assume così “le vesti di una visione: lo spazio perde concretezza e la narrazione si esaurisce nei singoli movimenti… L’operazione artistica indaga così, isolandoli, i temi più cari alla Deren: sogno, realtà, ritmo, riflesso, identità, virtuale”. La musica realizzata dai Fernweh conserva i contrasti tra le scene e le fratture del montaggio; frammenti di field recordings accompagnano il viaggio di Maya, alternati ad elementi elettronici. L’unico apparente filo conduttore è il piano preparato, altro protagonista della ricerca sperimentale del primo novecento”.
Karmachina ed Emiliano Bagnato domenica hanno aperto anche questa edizione di ParallelaMente in occasione dell’inaugurazione del Teatro degli Impavidi.