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Il Vermentino de "La Felce" per i reali di Svezia

Le bottiglie dell'azienda di Luni sono state scelte per la cena di gala dello "Stockholm Water Prize". La soddisfazione del produttore Andrea Marcesini: "Un grande onore, anche quelli liguri sono vini da re".

Il "Monte dei frati" selezionato fra i quattro vini della cena di gala

C’era anche un po’ di Val di Magra ieri sera in Svezia nella cena di gala dello “Stockholm Water Prize, prestigioso riconoscimento che dal 1991 viene conferito a chi ottiene particolari risultati nelle attività di ricerca connesse all’acqua e all’ambiente. Il più importante premio mondiale del settore quest’anno è stato ricevuto dal professore americano Stephen McCaffrey per il lavoro svolto per la stesura di una legge internazionale legata proprio all’acqua. A consegnarglielo è stato in prima persona il Re Carlo Gustavo che nella successiva cena di gala, con altri cinquecento invitati, ha potuto gustare il Vermentino “Monte dei Frati” dell’azienda agricola di Andrea Marcesini “La Felce” di Luni, selezionato insieme ad altre tre azende europee per l’importante evento.

“E’ senza dubbio una grandissima soddisfazione – commenta oggi a CdS il produttore in una pausa dalla vendemmia – e la dimostrazione che anche quelli liguri sono “vini da Re”, importanti e degni di tali tavole. Siamo ostici come la nostra terra ma equilibrati come il nostro clima, dobbiamo solo credere di più perché siamo unici. Personalmente mi fa molto piacere essere stato scelto come unico italiano per una cena così prestigiosa”.
Da circa due anni la sua azienda, che sposa pienamente la produzione di vini naturali, è entrata a far parte del ristretto gruppo “Triple A” della Velier di Luca Gargano, e le sue bottiglie da qualche mese sono approdate in Scandinavia grazie agli importatori di “Principium Dryck” che hanno poi scelto il Vermentino insieme a due etichette francesi ed una austriaca facendole arrivare sulla tavola della famiglia reale e degli altri ospiti del premio.
“Le mie bottiglie si trovano in Svezia da qualche mese – prosegue Marcesini – e da quello che mi dicono stanno piacendo molto. Quella di ieri è sicuramente una consacrazione che mi riempie di gioia anche perché inserita in un contesto comunque legato al biologico e al naturale che io nei miei vini porto avanti da tempo”.
Praticamente esaurite le 33mila bottiglie prodotte l’anno scorso e finite sulle tavole di importanti ristoranti in Italia e all’estero, ora il vignaiolo lunense è alle prese con la vendemmia iniziata da pochi giorni. “Inizialmente ero un po’ preoccupato per le possibili conseguenze di questo clima – ammette – ma devo dire che rispetto ad altre zone italiane siamo stati molto fortunati perché le uve sono perfette. La quantità è la stessa dell’anno scorso – conclude – ma la resa sarà leggermente inferiore”.