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Stelle Michelin e grandi chef, c’è chi sceglie Spezia

Jacopo Lecci è un giovane cuoco di 28 anni che ha fatto gavetta in grandi ristoranti stellati. Ora è tornato alla Spezia per investire sul territorio. A CDS racconta: "Questa città ha grandi potenzialità, ma combatte ancora con una mentalità chiusa".

Gianni D'amato, Jacopo Lecci ed Emanuele Scarello

Investire sul territorio. Anzi in centro storico, ma manca ancora qualcosa. Tornare “a casa” dopo undici anni di carriera alla corte di chef e ristoranti stellati. E’ la storia del giovanissimo Jacopo Lecci, 28 anni cuoco, che dopo il diploma a Marina di Massa ha cominciato a girare in lungo e in largo per cucine da una fino a tre “Stelle Michelin”.
La passione di Jacopo parte dall’osservazione e dalla maestria con la quale la nonna si dedicava ad ogni singolo piatto. Ne ha fatto tesoro e dopo una serie di importanti esperienze, tra le quali al Dolfhina in Gallura, al relais chateau Petra Segreta, al Rigolettino segnato profondamente dal terremoto e ora tornato più forte che mai e al ristorante “Gli amici”, due stelle Michelin, che da 130 anni è il simbolo della tradizione di eccellenza in cucina in Friuli. E’ il ristorante dello Chef stellato Emanuele Scarello.
Jacopo Lecci ora è tornato alla Spezia per puntare al potenziale che la città può offrire partendo proprio dal centro storico cittadino alla “Locanda del mercato”.
“Spezia – racconta Jacopo – quando sono andato via quindici anni fa era molto diversa. Ma non sono l’unico ad aver fatto questa scelta. Ho sentito molti amici, ristoratori e colleghi che hanno notato una grande ripresa del territorio. Il dato di fatto è che questa città può esprimere tanto e nessuno è riuscito a valorizzarlo. Oggi ho trovato una città in crescita ma con ancora una mentalità chiusa!”

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