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Magra e siccità: controlli condivisi aspettando Edison per la diga

La prossima settimana vertice fra Liguria e Toscana con la titolare della diga di Teglia. Ieri il Canale Lunense ha fatto il punto con tutti gli interessati, Morachioli: "Monitoreremo insieme la situazione".

Riunione Canale Lunense

Mentre il sole continua a battere incessantemente su colture ormai arse e bacini dai livelli in picchiata, si studiano controffensive efficaci per contrastare un periodo di siccità molto simile a quello già vissuto nel 2003. Per questo ieri mattina il presidente del Consorzio di bonifica del Canale Lunense Massimo Morachioli ha convocato nella sede di Sarzana amministratori, enti ed associazioni del mondo agricolo per fare il punto della situazione e valutare quella che dalla prossima settimana potrebbe diventare l’unica soluzione, ovvero il rilascio controllato d’acqua dalle dighe di Teglia a Pontremoli e Arlia a Fivizzano.

Fondamentale in tal senso sarà il tavolo in programma la prossima settimana al quale sarà chiamata a sedere anche Edison, proprietaria dell’impianto pontremolese dal quale potrebbe arrivare una vera e propria manna per il Magra ed i campi coltivati. “Bisogna concordare della azioni – ha esordito Morachioli – per avere un quadro più preciso di tutto il bacino ed evitare che da un lato si prendano provvedimenti drastici senza sapere cosa succede a monte. Stiamo prelevando al minimo facendo anche delle turnazioni – ha osservato – meno di così non si può, altrimenti chiudiamo”. Da qui la necessità di coinvolgere anche la parte Toscana del bacino, già incontrata nei giorni scorsi quando si è parlato anche del coinvolgimento delle due dighe per il rilascio controllato che sempre ieri è stato anche al centro di un altro vertice a Firenze. “Chiudendo l’erogazione dell’acqua – ha poi ribadito Morachioli – rischieremmo di mettere in pericolo tutta l’agricoltura e la fauna lungo il Canale. Già da lunedì sarà importante iniziare a monitorare i livelli e condividere le responsabilità allargando anche alla partecipazione delle associazioni di categoria”.

Un invito subito raccolto dalla direttrice del Parco di Montemarcello Magra Vara Paola Carnevale: “Diamo fin da ora la nostra disponibilità – ha detto – e chiederemo aiuto anche alla Regione avviando tutte le procedure per le operazioni di risparmio idrico ed il corretto utilizzo, anche se per attivare le misure drastiche i comuni dovrebbero fare ordinanze specifiche”.
Comuni che in larga parte – con le eccezioni di Luni, Aulla, Castelnuovo e Arcola – hanno ignorato l’invito del Consorzio nonostante siano direttamente toccate dal problema come nel caso di Sarzana e Ameglia per restare alla sola piana del Magra. Per la Regione Liguria è invece intervenuto Angelo Ferrarini, fra l’altro ex direttore del consorzio: “La vicenda è praticamente identica a quella di 14 anni fa – ha sottolineato – con la differenza che allora il fenomeno si verificò con questa intensità dopo Ferragosto. Per quanto riguarda la normativa vigente le priorità sono: acqua ad uso potabile, ad uso agricolo e per altri usi, quindi Edison sarebbe obbligata a fare il rilascio dalla diga così come dovrà partecipare al tavolo organizzato dalla Regione per la prossima settimana. Se riusciremo a sbloccare questa situazione potremo avere qualche giorno di respiro anche perché non si può rischiare di incrementare il prelievo nei pozzi che creerebbe un danno ulteriore. Stato di calamità per la Liguria? Vedremo – ha concluso rispondendo allo stesso Morachioli – anche perché iniziano ad essere tante le regioni che lo hanno chiesto ma al momento è importante che la Toscana si attivi con Edison. L’ufficio tecnico del Canale Lunense è comunque attrezzato per per continuare a fare le misurazioni e prendere decisioni”.

Terra di mezzo interessata dai provvedimenti di entrambi gli enti regionali (in quello toscano ad esempio c’è già lo stato di calamità) è il Comune di Albiano che ieri ha preso parte alla riunione con l’assessore all’agricoltura Giada Moretti che ha anticipato la produzione di un’ordinanza per far fronte all’emergenza. “Lavoreremo insieme dando il nostro contributo per andare incontro a questa criticità” ha assicurato, seguita da Emilio Moretti presidente del Consorzio di bonifica Albiano – Ceparana: “Metteremo a disposizione personale per monitorare il fiume in questo momento critico ed attueremo tutte le disposizioni necessarie per l’irrigazione sia delle aziende agricole che degli hobbisti, al momento non ci sono grossissime problematiche, razioniamo l’acqua e siamo in stretto contatto con l’amministrazione comunale”.
Per tutelare le istanze degli agricoltori sono infine intervenuti anche i responsabili di CIA, Confagricoltura ed Unione generale coltivatori della Cisl. “Il nostro obiettivo primario è quello di non lasciare senz’acqua gli agricoltori che potrebbero avere danni ingenti– hanno dichiarato a CdS Ferrante, Pangallo e Menini – siamo pronti a fare qualsiasi cosa. Noi preserviamo l’acqua dolce dal cuneo salino ma di questo passo rischieremo di trovarci con l’acqua salata anche a Battifollo, abbiamo dato incarico al presidente Morachioli di farsi portavoce delle nostre istanze, siamo pronti anche a chiedere stato di calamità”.