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Il Comune di Sarzana accende un nuovo mutuo - Citta della Spezia
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Il Comune di Sarzana accende un nuovo mutuo

Per la "Causa Saporito" ereditata dalle precedenti amministrazioni dovrà pagare quasi mezzo milione. Ravecca in consiglio: "Mutuo con Cdp sarà di 586mila euro e comprenderà anche somme per completamento teatro e videosorveglianza".

L'intervento in consiglio della vicesindaco Ravecca

Il Comune di Sarzana accenderà un nuovo mutuo per il pagamento della “causa Saporito” come previsto mercoledì dalla Corte d’Appello di Roma che ha respinto il ricorso dell’ente contro l’esito dell’arbitrato. Un contenzioso ereditato dall’attuale amministrazione, che era stato aperto nel 2002 dalla ditta che aveva effettuato i lavori del primo lotto nel “Teatro degli Impavidi”. Una tegola che probabilmente la giunta si attendeva ma che ora dovrà affrontare concretamente come spiegato dalla vicesindaco con delega al bilancio Ravecca nel corso dell’ultima seduta del consiglio comunale. “Ad oggi non esistono fuori bilancio effettivi – ha sottolineato – ma siccome il 10 luglio è pervenuta informalmente la notizia da parte che la prima sezione civile della Corte di Appello di Roma ha emesso la sentenza sulla causa che ha visto soccombere il Comune per 486mila euro, è chiaro che dal momento in cui informalmente abbiamo avuto questa notizia, abbiamo deciso in modo virtuoso di segnalare l’avvio e l’iter di riconoscimento del debito fuori bilancio derivante dalla sentenza che verrà notificata”.
Ravecca ha quindi aggiunto: “Abbiamo previsto di fare un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti della cifra corrispondente alla causa con l’aggiunta di 50mila euro necessari per il completamento del Teatro ed altri 50mila per la videosorveglianza. Andremo purtroppo a stipulare un ulteriore mutuo della somma di 586mila euro perché non possiamo fare diversamente. Voglio precisare che ad oggi la giunta non ha ancora affrontato approfonditamente la questione dal punto di vista giuridico – ha precisato Ravecca – e siamo tendenzialmente dell’idea che non ricorreremo ulteriormente perché non crediamo che possano esserci i presupposti e non vogliamo fare un’altra causa se non è nell’interesse della collettività. Se venissero fuori altri elementi potremmo decidere diversamente, nel frattempo la cifra è stata inserita nell’assestamento che era già stata accantonata nel fondo crediti di esigibilità perché la causa era partita nel 2002 e purtroppo non era una sorpresa. Tutto è stato fatto alla luce del sole però questa cosa non ci voleva assolutamente anche se crediamo che oneri e onori facciano parte della gestione amministrativa e nonostante aggravi ulteriormente l’indebitamento del Comune l’abbiamo affrontata facendo un atto responsabilità e rispetto della cittadinanza e delle amministrazioni successive”. Al cospetto dei soli consiglieri di maggioranza visto che l’opposizione in quel momento avevano già lasciato l’aula, la vicesindaco ha poi concluso: “Oltre a questa abbiamo affrontato altre questioni delicate com il debito con Acam per il quale abbiamo pagato sette milioni di euro, a maggio abbiamo fatto un piano di rientro per i rimanenti 3,8 milioni per un debito vecchio e che motivano i problemi delle partecipate. Così come pagato il debito con Cir che residuava da molto tempo e infine il problema della Sarzana Patrimonio Sviluppo che abbiamo concentrato in maniera notevole, sempre nell’interesse dell’amministrazione”.