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Luni, per Silvestri la prima spina è socialista

In maggioranza Belletti si astiene sulla decisione di concedere all'opposizione il presidente del consiglio. Pampana: "Una sfida importante, svolgerò questo ruolo nel migliore dei modi".

Consiglio comunale di Luni

Con nove voti su tredici ieri sera Giovanni Pampana è stato eletto presidente del consiglio comunale di Luni, riunitosi per la prima volta dopo il voto dell’11 giugno per il giuramento del sindaco e l’insediamento della nuova assemblea. Un esordio scandito dalle parole di presentazione di Alessandro Silvestri e dalle prime schermaglie dovute proprio alla decisione del primo cittadino e della sua squadra di introdurre la figura del presidente del consiglio e di affidarla ad un membro dell’opposizione.
“Una figura che qui non è mai stata istituita – ha sottolineato – ma che abbiamo ritenuto di introdurre, visto che è prevista dal regolamento, per darle una funzione di garanzia”. Una scelta che fra i banchi opposti non ha trovato piena condivisione – l’unica autocandidatura è stata proprio quella dell’esponente della lista “La vostra voce” – mentre fra le fila della maggioranza ha evidenziato il disaccordo di Giovanni Belletti, esponente in coalizione dei Socialisti che hanno avuto anche l’assessore e vicesindaco Barbara Moretti.
“Ho accettato questa sfida – ha detto Pampana – perché ritengo che questo sia un organo di discussione visto che i numeri sono stati scelti dagli elettori. Cercherò di svolgere questo ruolo nel migliore dei modi e continuerò a fare opposizione agendo da stimolo e controllo nei confronti dell’amministrazione”.
Il capogruppo della lista di Silvestri, l’ex sindaco Tarcisio Andreani, ha invece parlato della “necessità di avere un presidente del consiglio, ruolo che è istituzionale e non politico” per consentire al sindaco, che lo ha sempre svolto in precedenza, di concentrarsi sulle altre questioni che riguardano l’attività amministrativa. Di parere opposto Lia Frediani (Movimento 5 Stelle): “Con quali costi per la cittadinanza questo ruolo viene offerto per la prima volta alla minoranza? Non credo – ha sottolineato – che i motivi siano da ricercare nella voglia di coinvolgerci ulteriormente né dallo dallo sgravare il sindaco da impegni aggiuntivi che non gli permetterebbero di lavorare anche per la delega all’urbanistica che si è preoccupato di mantenere. Forse ritiene che nella sua maggioranza non ci siano persone all’altezza”.
Andrea Fantini (Ortonovo in Movimento) ha invece motivato la propria astensione con la “mancanza di unanimità sulla scelta. Il ruolo del presidente ha un peso importante e si rischia di confonderlo con profili politici. Rigengo – ha concluso – debba rimanere alla maggioranza”.
La scheda bianca più pensate come detto è stata quella di Belletti, il quale dopo aver chiesto inutilmente un rinvio della discussione (non previsto in questo caso dal regolamento) ha spiegato: “Nutro profonda stima nell’amico Giovanni Pampana ma mi spiace che un consigliere dell’opposizione debba passare con i voti dati dalla maggioranza e non dalla minoranza alla quale abbiamo dato la possibilità di scegliere una figura importante all’interno del consiglio”.
Una prima “spina” interna dunque dopo l’apertura all’opposizione per il neo sindaco che nel suo intervento dopo aveva invitato tutti “ad andare avanti uniti con spirito solidale”.