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Heimweh, la storia non riposa sotto una coltre - Citta della Spezia
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Cultura e Spettacolo

Heimweh, la storia non riposa sotto una coltre

Visitabile fino a domenica l'installazione di tre artisti spezzini nella galleria sotto Scalinata Sella. Un patchwork di coperte per denunciare il dramma dei migranti.

E’ un tunnel dentro il tunnel, che unisce due epoche e due vicende umane. Come la Seconda guerra mondiale e la Shoah hanno segnato il ventesimo secolo, così le guerre in Medio oriente e in Africa rischiano di rimanere la “copertina” rossa dell’inizio del terzo millennio. L’ex rifugio antiaereo sotto Scalinata Quintino Sella ospiterà fino a domenica Heimweh, opera di Grazie Cantoni, Andrea Luporini e Daniela Spaletra. Da una parola tedesca che rimanda alla sofferenza per la lontanza da casa, l’installazione richiama al dramma odierno dei migranti in fuga che cercano l’Europa.
“Siamo partiti dal concetto di coperta, un oggetto personale e protettivo – illustra Luporini – e ne abbiamo creato un patchwork seguendo la tradizione siriana. Così è nato questo spazio. Uno spazio in cui camminare, sperando che questi pochi metri possano aiutare chi vi passa all’interno a riflettere su una condizione che non è affatto lontana da noi”. Le stesse coperte sono state donate da liberi cittadini e saranno affidate, finito l’impiego artistico, a una onlus di Padova che opera nei campi profugi in Grecia come in Serbia e ora anche in Abruzzo.
“Nazionalismo, muri, odio e razzismo. Sono temi che hanno a che fare con il passato che ricordiamo con la Giornata della memoria – ha detto il sindaco Massimo Federici – ma che hanno a che fare con la modernità. Oggi ho parlato ad alcuni studenti e a loro ho chiesto di essere combattenti della memoria, perché questa ci serve affinché la storia non si ripeta”. L’inaugurazione si è conclusa con un reading dei Mitilanti.