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Politica

Brexit, Trump e un’Europa che deve ritrovarsi

Brexit e mandato Trump: come cambierà l’Europa?

Un pubblico giovane e molto attento all’incontro “Brexit e mandato Trump: come cambierà l’Europa?”, terzo e ultimo appuntamento della rassegna Caffè Europa, organizzata dal Centro Europe Direct della Provincia della Spezia.
Il tema, inquadrato da Massimo Bonati esperto di politiche comunitarie, è stato l’occasione per rivedere i due recenti eventi – vittoria della cosiddetta Brexit in Gran Bretagna e del candidato democratico Trump negli Stati Uniti – non tanto come elementi di rischio, quanto come occasioni per una nuova “presa di coscienza” della necessità e urgenza di costruire una “vera Europa”, con una politica estera unica, un esercito unico, un governo unico, un bilancio unico. Questo il focus centrale della conversazione-dibattito tra Roberto Castaldi Presidente regionale del Movimento Federalista Europeo, Giacomo Peserico Capo gruppo di Forza Italia e Consigliere comunale del Comune della Spezia, Brando Benifei Eurodeputato Gruppo socialisti e democratici.
Il “motto” di questo terzo e ultimo incontro si potrebbe quindi riassumere in “Svegliati Europa!”, proprio per sottolineare l’urgenza di una Europa più forte rispetto ai suoi stati membri, che con un esercito unico possa intervenire a difesa dei propri confini e presidiare le aree instabili nelle quali investe fondi di cooperazione e sviluppo, attivare una politica estera espressione di interessi europei, contenendo le singole iniziative degli stati membri.
Anche il nuovo mandato Trump come Presidente degli Stati Uniti è stato riletto in continuità con il precedente mandato Obama, durante il quale gli Stati Uniti avrebbero iniziato un veloce spostamento delle proprie relazioni e cooperazioni internazionali verso le potenze del Pacifico (principalmente la Cina) e non più verso l’Europa, e un sempre più debole riconoscimento del ruolo dell’Unione Europea nelle politiche estere anche nei paesi di confine (come la Libia). In questa fase è quindi considerato di primaria importanza.
Interessanti il richiamo da parte di G. Peserico in merito alla necessità di puntare su un utilizzo più efficace dei fondi europei destinati all’innovazione e alla competitività, e l’indicazione data da B. Benifei come ormai necessario che l’Europa vada intesa come occasione non cessione di riaffermazione di sovranità. Infine, si segnala come stimolante l’osservazione conclusiva di R. Castaldi: “Per riprendere una riflessione di Toynbee sulla fine delle civiltà e sull’Europa, potremmo dire che gli europei sono come i greci delle polis di fronte all’ascesa dell’impero macedone e poi romano, e i cittadini degli staterelli italiani del Rinascimento di fronte al consolidamento dei primi Stati moderni europei. Abbiamo cioè una scelta semplice di fronte: unirci o perire. Due grandi civiltà europee sono morte su questa scelta, perché i greci hanno scelto di continuare a sentirsi ateniesi e spartani, e gli italiani fiorentini, veneziani, ecc. Oggi in un mondo globalizzato possiamo scegliere se vivere come europei o morire come italiani, francesi e tedeschi”.

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