Quantcast
LA REDAZIONE
Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto
Attualità

La benedizione di Palletti per il campus agrisociale 

Il progetto Aut-Aut trova il suo compimento: a Sant'Anna nasce una struttura di pregio: "Qui un'azienda agrituristica che assumerà i ragazzi disabili".

È stato inaugurato questa mattina il campus agrisociale in località Sant’Anna alla Spezia, realizzato dalla Fondazione Carispezia per essere destinato ad una piccola azienda agricola rivolta all’inclusione socio-lavorativa e all’accoglienza turistica di persone con autismo. Sono intervenuti alla cerimonia, tra gli altri, Matteo Melley, presidente della Fondazione Carispezia, Massimo Federici, sindaco della Spezia, monsignor Luigi Ernesto Palletti, vescovo della Spezia e Paolo Cornaglia Ferraris, coordinatore scientifico del progetto “Aut Aut”. L’iniziativa è parte integrante del progetto “Aut Aut” – Autonomia Autismo, promosso dalla Fondazione in collaborazione con le associazioni Agapo Onlus e Angsa, che operano nel territorio spezzino per garantire a persone con autismo occasioni concrete di autonomia e inclusione sociale. “Immaginatevi una piccola azienda agricola con autorizzazioni agrituristiche, aperto alla coltivazione, all’accoglienza e alla ricettività – spiega un raggiante Roberto Barrichello, presidente di Agapo -. Camere da letto, cucina, posti a sedere, permettono di avventurarsi nell’organizzazione dei servizi di accoglienza. E poi la cooperativa gestirà l’intero complesso, assumendo i ragazzi disabili che, opportunamente preparati, lavoreranno all’interno. Il luogo sarà aperto a tutti”.

Monsignor Palletti: “Grazie perché si mette la persona al centro di un progetto”. Un progetto che si articola nella creazione alla Spezia di due nuove strutture – il campus agrisociale e la Locanda “Vivere La Vita” nell’ex sede Arpal di via Fontevivo – destinate ad offrire percorsi formativi, laboratori di produzione e ospitalità alberghiera, per la cui gestione le due associazioni spezzine daranno vita ad un’apposita Fondazione. L’iniziativa intende quindi sperimentare nuove strategie di intervento nel mondo dell’autismo, favorendo l’inserimento lavorativo e allo stesso tempo realizzando innovativi servizi di accoglienza – rivolti ad ospiti con diverse forme di disabilità provenienti anche da altre regioni d’Italia – che possono stimolare le risorse dei soggetti autistici e valorizzare le peculiarità del territorio. “Abbiamo avuto delle proposte operative dalle associazioni dei familiari che sono usciti dal semplice ruolo di richiedenti contributi – spiega Matteo Melley -, sfidandoci in un progetto che ha finalità lavorative oltrechè di assistenza. Lo scopo è rendere questi ragazzi autonomi, trasformando il bisogno in un’opportunità di sviluppo. Inoltre valorizziamo un ex immobile pubblico che il Comune ha concesso ad oneri “umani”. Le fondazioni sono espressioni della comunità, ci inorgoglisce poter restituire qualcosa di così significativo agli spezzini. Le associazioni creeranno una fondazione, è l’esempio più fulgido di quello che si può fare anche fuori dal campo socio-assistenziale, allontanando i particolarismi”.

Tre anni fa l’acquisto della palazzina. L’acquisto del fabbricato rurale di Sant’Anna e dei terreni circostanti – in disuso per diversi anni e alienati dall’amministrazione comunale spezzina – è stato effettuato dalla Fondazione nel 2013 consentendo di valorizzare in maniera innovativa un bene del demanio comunale. L’intervento si inserisce infatti nel solco degli investimenti patrimoniali correlati alla missione che, in questo caso, consentono di restituire alla comunità sotto forma di investimenti immobiliari destinati a fini sociali una parte dei frutti del risparmio e del lavoro della collettività. Il campus agrisociale, che si trova in prossimità della città, in zona collinare e in una posizione agevole anche dal punto di vista dei collegamenti, svilupperà le attività rivolte all’accoglienza e alla coltivazione di prodotti tipici. Il tutto sarà gestito dalla cooperativa creata da Agapo come una impresa sociale auto-sostenibile dal punto di vista economico e gestionale, in cui saranno coinvolti direttamente i ragazzi autistici, affiancati da operatori specializzati e volontari. Paolo Cornaglia Ferraris spiega il senso di questo approdo: “Recuperare persone con abilità diverse non più perchè devono essere assistite alla vecchia maniera, ma che possono contribuire anche economicamente alla città, sviluppando una solidarietà attiva. E’ un’idea inclusiva che permette di far uscire allo scoperto persone che non hanno nulla di cui vergognarsi, che hanno diritti, che hanno futuro”.

L’intervento di ristrutturazione, che ha visto coinvolte diverse imprese spezzine, ha avuto l’obiettivo di riqualificare anche sotto gli aspetti socio-culturali l’area urbana in cui è inserito il campus, che diventerà una nuova polarità nel quartiere in grado di interagire con la rete dei soggetti che lo animano e vi operano. Il progetto, ispirato dalla volontà di ri-costruire l’edificio in sintonia con il contesto rurale in cui si colloca e con la nuova destinazione d’uso, coniugando tradizione e design moderno – ha previsto la creazione di una cucina e una sala da pranzo al pian terreno dell’edificio e un punto di aggregazione/ristoro nell’area adiacente all’ingresso con antistante un’ampia terrazza in parte coperta. Al primo piano si trovano le camere per gli ospiti e una terrazza esterna comune con vista sul Golfo. Magazzini agricoli e il ricovero attrezzi sono stati ricavati negli spazi interrati, mentre i terreni circostanti sono stati bonificati per essere adattati prevalentemente alla coltivazione orticola.

Più informazioni