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Cultura e Spettacolo

"Ovunque proteggi" miglior documentario al "Global short film award"

Il docufilm realizzato dalla Caravanserraglio film factory sarà premiato a Cannes il 21 maggio. Gli autori: "Non ce lo aspettavamo, la giuria ha riconosciuto il messaggio globale del lavoro".

Ovunque proteggi

Dopo essere stato selezionato da altri due festival internazionali, a Los Angeles e in India, “Ovunque proteggi” ha sbaragliato la concorrenza del terzo appuntamento oltre confine, aggiudicandosi il premio come miglior documentario del “Global short film award”. Il cortometraggio racconta la strage di Viareggio, il disastro ferroviario causato dal deragliamento di una cisterna e dall’inferno immediatamente successivo nel quale persero la vita 32 persone all’interno delle loro case, e la battaglia che i familiari delle vittime stanno combattendo per ottenere giustizia, opponendosi in ogni modo al rischio che tutta la vicenda venga cancellata con il colpo di spugna delle prescrizione.
Il documentario, prodotto dalla Caravanserraglio film factory e realizzato dal massese Massimo Bondielli e dal sarzanese Gino Martella, dopo l’assegnazione del riconoscimento avvenuta a New York nei giorni scorsi approderà a Cannes dove, durante i giorni del Festival del cinema, sarà proiettato ancora una volta e premiato con la relativa cerimonia.

“E’ un’affermazione del tutto inaspettata – spiega Martella – e che ci rende molto contenti, anche per la motivazione data dalla giuria, che ha ritenuto “Ovunque proteggi” capace di veicolare un messaggio globale. Il linguaggio che abbiamo scelto è stato dunque compreso anche all’estero e per noi questo significa davvero tanto”.
Il docufilm, nei suoi 12 minuti, parla al cuore ed è per questo che è riuscito ad emergere tra i 1.400 lavori presentati al “Global short film award” e tra i 50 selezionati per la fase finale, undici dei quali erano nella sezione documentari.
Bondielli e Martella cammineranno dunque su un red carpet a Cannes e con ogni probabilità insieme a loro, il 21 maggio, ci saranno anche Marco Piagentini e Daniela Rombi, i fondatori dell’associazione “Il mondo che vorrei” che da anni offre sostegno alle famiglie delle vittime e si batte per ottenere giustizia.

Un premio che il regista e il co-autore vogliono condividere con Marco e Daniela, che in quella notte di giugno 2009 hanno perso i figli, ma non la speranza e la voglia di andare avanti. Un’affermazione che spingerà con ancora più vigore la realizzazione del docufilm “Il sole sulla pelle”, di cui “Ovunque proteggi” è stato un progetto embrionale.
“Abbiamo iniziato le riprese a Viareggio e le proseguiremo sino all’autunno, quando l’ultimo ciack sarà probabilmente quello della sentenza di primo grado del processo in corso. La struttura – conclude Martella – sarà del tutto simile a quella del corto, con il racconto di quanto è successo dal 2009 in poi, con la potenza narrativa della storia dei familiari in primo piano. Racconteremo la loro quotidianità, non ci sarà finzione”.
Anche perché in una vicenda come quella del disastro ferroviario di Viareggio non ce n’è bisogno.