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Spezia calcio

Un cuore albiceleste nell’Alta Val di Vara

Venerdì sarà un match particolare per un gruppo di tifosi dell'Entella che risiede in provincia di Spezia. "Queste zone hanno sempre guardato più verso Chiavari che verso Spezia. Normale che gli spezzini non la sentano come noi".

Import 2016

Il match tra Entella e Spezia rappresenta un bell’incrocio di classifica tra le due squadre del momento, quelle che hanno messo insieme più punti in questo 2016. Uno snodo importante della stagione in ottica Playoff, ma in fatto di incroci ci sono anche quelli geografici, territori che si mescolano data la vicinanza tra Tigullio e Golfo dei Poeti. Capita così di trovare chi nel Tigullio tifi o simpatizzi per gli aquilotti ma anche chi sostiene l’Entella all’interno dei confini della provincia spezzina. E’ il caso di un gruppo di ragazzi dell’alta Val di Vara, una zona che molto spesso ha finito per essere sotto tanti aspetti ‘genovacentrica’: “E’ proprio così – conferma Matteo Biasotti, uno dei rappresentanti del gruppo ‘Val di Vara albiceleste’ – siamo tutti ragazzi di queste zone, qualcuno di Varese Ligure, altri di Sesta Godano o Maissana, posti che hanno sempre guardato più verso Chiavari che verso Spezia per tanti motivi. Molti di noi per lavoro stanno a Chiavari o Lavagna e ormai fare il tratto da San Pietro al Tigullio, tanto per fare un esempio, non sembra nemmeno uno spostamento vero e proprio. Poi c’è da dire che l’Entella, ma del resto anche lo Spezia, è venuta spesso in ritiro a Tavarone e abbiamo potuto vederli da vicino”.
Val di Vara Albiceleste. Come è nata l’idea?
“Visto che ormai come numero eravamo intorno alle dieci unità e dall’anno scorso eravamo abbonati, abbiamo pensato di costituire il gruppo con tanto di striscione. Vediamo le gare nei distinti e spesso seguiamo la squadra anche in trasferta. Quest’anno siamo arrivati fino a Salerno, poi è chiaro che il momento magico della squadra rende tutto più facile. C’è la sensazione che senza il problema dello stadio, per come si è messa la stagione, poteva davvero succedere di tutto”.
Com’è la situazione del tifo a Chiavari? Nelle gare interne la curva resta spesso con larghi vuoti.
“Diciamo che alla fine le presenze sono più che accettabili per una città che fa circa 27mila abitanti. La vera pecca, per così dire, è la curva ma ci sono varie motivazioni. La prima è che Chiavari è una città mediamente di benestanti e, può sembrare strano a dirlo, ma è più facile riempire tribuna e distinti che la curva anche se in quel settore i biglietti costano meno. Poi so che ci sono stati dei problemi nella tifoseria, credo riguardanti soprattutto la vecchia guardia. Problemi che non conosco nei particolari ma che probabilmente hanno contribuito a rendere meno piena la curva proprio in un momento particolarmente importante nella storia dell’Entella”.
Venerdì, però, lo stadio sarà pieno e non solo nel settore riservato agli spezzini.
“Sì, ci sarà un bel colpo d’occhio. Del resto è normale perchè, a parte noi che la viviamo in modo speciale, a Chiavari è considerata ‘la Partita’ ma capisco che da parte spezzina possa non essere sentita alla stessa maniera”.

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