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"Le unioni civili sono un primo passo ma non un traguardo"

In mille ieri in piazza alla Spezia per #svegliaitalia. Bianchini: "Momento storico. La città si è svegliata".

Anche La Spezia ha aderito ieri alla chiamata all’azione indetta dall’associazionismo LGBT al suono di #svegliatitalia. 100 piazze italiane si sono mobilitate in favore del ddl Cirinnà, il decreto che regolamenta le unioni civili e la stepchild adoption. 

Sono state circa mille le persone che hanno aderito all’appello di Rete Anti Omofobia e Transfobia La Spezia sfilando nel corteo partito da Piazza Garibaldi e passato per Corso Cavour fino a raggiungere il Teatro Civico dove hanno preso parola alcune realtà spezzine che hanno aderito alla manifestazione. Il corteo si è svolto in modo pacifico, con la consueta allegria che ha caratterizzato precedenti eventi di questo genere: musica, bolle di sapone, bandiere arcobaleno e striscioni colorati.

“Ringrazio tutti voi che siete intervenuti così numerosi. – ha detto la rappresentante della Rete, Valentina Bianchini – Ringrazio chi è qui perché spinto da un interesse personale in quanto coinvolto in prima persona ma ringrazio soprattutto le tantissime persone eterosessuali, le madri e i padri di famiglia, che capiscono che famiglia non è una sola. Che famiglia è quel posto in cui ci si ama e ci si sente a casa indipendentemente dal sesso delle persone che la compongono. Che capiscono che nel momento in cui vengono negati dei diritti costituzionali ad un qualsiasi essere vivente, viene compromessa la libertà anche di tutti gli altri.
Ringrazio tutte le associazioni, i partiti e i sindacati che si sono uniti a noi oggi:
UAAR, ARCI, CGIL, Rifondazione Comunista, Partito Comunista dei Lavoratori, Partito Comunista Italiano, Partito Socialista Italiano, SeNonOraQuando, Possibile La Spezia, Giovani Democratici spezzini, Italia dei valori, Movimento 5 Stelle, FutureDem Liguria, A.N.P.I., Sinistra unita per il Socialismo Europeo, PD. Oggi siamo qui tutti insieme per urlare svegliati Italia. Siamo qui perché abbiamo capito che la sveglia dobbiamo essere noi”.

“Le unioni civili – ha proseguito – sono un primo passo ma non devono essere un traguardo. Non dobbiamo smettere di lottare fino a quando non smetteranno di trattarci come cittadini di serie B. Fino a quando l’orientamento sessuale di una persona non sarà più motivo di discriminazione di fronte alla legge. Noi oggi, qui, stiamo facendo la storia della nostra città oltre che della nostra Nazione. Perché a Spezia non si era mai visto un fermento del genere e una mobilitazione così capillare. Segno che Spezia si è già svegliata.”

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