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"Svegliati Italia", mille spezzini in piazza per i diritti civili

Tantissimi giovani hanno sfilato per le vie del centro per dire che la famiglia non è solamente quella tradizionale.

In Piazza Mentana alle 18.21 tutte le sveglie dei telefonini dei manifestanti hanno suonato all’unisono dando il ‘la’ a uno “svegliati Italia da far tremare i palazzi”, come avevano chiesto gli animatori del corteo.
Erano oltre un migliaio gli spezzini, in grandissima maggioranza giovani, che hanno preso parte al la marcia che ha attraversato il centro storico per mantenere alta l’attenzione sul disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili, che andrà in discussione al Senato nei prossimi giorni.
Da Piazza Garibaldi, dove si è svolto il concentramento a partire dalle 17, il serpentone colorato ha percorso Viale Garibaldi, Corso Cavour, Via Chiodo ed è infine giunto in Piazza Mentana.
Il corteo festoso e chiassoso ha attirato l’attenzione dei numerosissimi spezzini in giro per i saldi con cartelli, musica, balli, slogan e una miriade di bolle di sapone.
Dietro allo striscione e alla bandiera arcobaleno della Rete antiomofobia e transfobia della Spezia, che ha organizzato la manifestazione, erano numerosi i vessilli di associazioni, partiti e organizzazioni sindacali che hanno fornito il loro sostegno: Uaar, Arci, Cgil, Rifondazione comunista, Partito comunista dei lavoratori, Partito comunista italiano, Se non ora quando, Possibile La Spezia, Giovani democratici, Italia dei valori, Movimento cinque stelle, FutureDem Liguria, Anpi, Federazione dei Verdi La Spezia, Sinistra unita per il Socialismo europeo e Partito democratico.

“La rete è nata per contrastare gli episodi di omofobia e transfobia, e per mettere a contatto tutti coloro che lottano per i diritti civili. Il mio grazie – ha detto al megafono Valentina Bianchini, portavoce della Rete antiomofobia e transfobia della Spezia – va a tutti voi, non credevo saremmo stati così tanti. Grazie a chi è qua per scopo personale, ma anche a tutti i padri e le madre presenti per dire che la famiglia non è una sola. Oggi abbiamo scritto una pagina importante della storia del nostro Paese e della nostra città, perché alla Spezia una cosa del genere non si era mai vista. E saremo qui finché saremo considerati di serie B”.

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