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Sciacchetrà, sarà una stagione 'up'. E sabato inizia la festa - Citta della Spezia
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Cultura e Spettacolo

Sciacchetrà, sarà una stagione ‘up’. E sabato inizia la festa

La provocazione di Gigi Grillo: "Spendiamo miliardi per l'economia assistita, cassa integrazione anche per l'agricoltura".

Presentazione Festival dello Sciacchetrà

Il passito per eccellenza è in realtà un dolce mistero… in bottiglia. Lo Sciacchetrà, il celebre vino liquoroso che rientra nella DOC Cinque Terre 1973, è in realtà sconosciuto ai più, perché se nasce in un luogo turistico amato e osannato, e’ anche vero che le quantità prodotte ed il costo elevato ne fanno una riserva per pochi e fortunati gourmand. Da sempre accompagnato dal fascino proprio delle sue straordinarie caratteristiche organolettiche, nonché dalla lunga e delicata lavorazione. Il desiderio di accendere i riflettori su una produzione che non solo qualifica l’offerta enologica delle Cinque Terre, ma contribuisce a conservare un pezzo importante di tradizioni e cultura ligure, nonché a tutelare un paesaggio riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità, ha fatto nascere tre anni fa il progetto del Festival del Passito delle Cinque Terre. 

Il Festival dello Sciacchetrà.
Un weekend per poter fare il punto della situazione e testare il polso ad una produzione che è anche simbolo di tradizioni e di un territorio unico nel suo genere, assieme a giornalisti di settore, esperti e produttori attraverso riflessioni e degustazioni guidate. L’obiettivo: dar vita ad una sorta di osservatorio permanente che si proponga annualmente con incontri mirati pubblici e che possa aiutare l’attività del Consorzio produttori dello Sciacchetrà sul mercato. L’iniziativa è promossa dall’associazione culturale ‘Amici delle Cinque Terre’, dal Consorzio produttori dello Sciacchetrà e dal Parco Nazionale delle Cinque Terre. Numeri indicativi ma interessanti. Nel 2010 la produzione di Sciacchetrà raggiunse i 51 quintali, nel 2011 si fermò a 21, nel 2012 a 10 quintali, più o meno come nel 2013. “Siamo una struttura consortile con poco più di un anno di vita e non rappresentiamo completamente l’intera comunità vinicola locale – ha aggiunto Giacomo Capellini, vice-presidente del Consorzio produttori dello Sciacchetrà – anche se lo scopo è quello di dialogare con tutti. Siamo giovani, abbiamo idee e realizziamo questo progetto per valorizzare le iniziative dei produttori. Lo Sciacchetrà è un vino buono ma è soprattutto simbolo delle Cinque Terre. E’ una vicenda commerciale ma soprattutto culturale”.

Grillo: “Economia assistita anche per l’agricoltura.
E a presentare l’iniziativa non poteva mancare il senatore Luigi Grillo, spezzino trapiantato da anni a Monterosso e coltivatore diretto dello Sciacchetrà: “Il passaggio da parco regionale a nazionale nel 1998 permise il cambio di rotta alle Cinque Terre: si passò da un contributo pari a circa 150mila euro a 5 milioni. Un salto significativo. E oggi allora lancio una provocazione: nel bilancio dello Stato c’è posto per tante cose e tra queste anche la cassa integrazione, uno strumento che serve a favorire processi di riconversione industriale per aziende in crisi. Spendiamo miliardi per l’economia assistita e allora penso che lo stesso concetto possa essere applicato in agricoltura. L’Italia sta cambiando, basti pensare che con la nuova legge del 2002 le opere pubbliche non sono solo appannaggio delle istituzioni ma anche e soprattutto dei privati”.

L’appoggio della Fondazione e le aziende partecipanti.
A sostenere l’iniziativa la Fondazione Cassa di Risparmio della Spezia, nell’ambito del proprio impegno per la valorizzazione delle espressioni più caratteristiche del patrimonio locale, inclusa quella della produzione dello Sciacchetrà che porta con sé aspetti di evidente interesse culturale. “Siamo ovviamente interessati alla cultura del territorio. L’agricoltura è la nuova economia in tutto il mondo ed è anche tutela dell’ambiente circostante” – ha detto Matteo Melley, presidente della Fondazione. A Monterosso si contano le cantine Begasti, Buranco, Sassarini, a Vernazza i presidi sono Cheo e La Polenza, a Riomaggiore ci sono Cantine Litan, Bonanini Heydi, Forlini Capellini, Azienda Riccardo Fino, Albana La Torre, Burasca, Terenzuola, De Battè Luciano, Arrigoni Riccardo, De Battè Walter.