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Monsignor Palletti agli studenti: "Carità è molto più della semplice solidarietà"

Monsignor Palletti

”Trasformati da un incontro” è lo slogan che ha accompagnato quest’anno la festa finale dei “Sabati della carità”, tenutasi alla Spezia presso la scuola delle suore Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli, in salita Quintino Sella. Per il secondo anno consecutivo, l’iniziativa ha coinvolto diverse parrocchie del centro cittadino: Santa Rita, Santa Maria Assunta e Sacro Cuore in modo costante, con la partecipazione anche dei Santi Giovanni e Agostino, della cattedrale di Cristo Re e di San Michele a Pegazzano. Si tratta di una iniziativa importante di carattere pastorale, con forti connotazioni di carattere sociale, che si colloca all’interno del percorso formativo cosiddetto del “dopo Cresima”. E’ noto infatti che, una volta ricevuta la Cresima e concluso il periodo catechistico in senso stretto, molti ragazzi e ragazze si allontanano sia dalla pratica religiosa assidua sia dalla partecipazione alla vita della parrocchia.
I “Sabati della carità”, aperti appunto a ragazzi e ragazze del “dopo Cresima” e in genere delle scuole superiori, intervengono appunto in un tale contesto e rappresentano per tutti una scuola di vita. La formazione e la preghiera, lo stare insieme, il toccare con mano le povertà presenti nel territorio aprono infatti la strada ad incontri inattesi, che sono sempre incontri con persone vere, autentiche, sofferenti.
Del resto, “nel fluire quotidiano della vita, sono certo tantissime le persone che abitualmente incrociamo, magari via internet e sui social network, ma per quante di loro può parlarsi di vero incontro? Incontrare, infatti, è cercare l’altro e fermarsi davanti a lui, piegarsi (abbassarsi), chiedere permesso, guardare negli occhi: questa è la proposta concreta che, con l’aiuto prezioso delle Figlie della Carità, viene proposta alla Spezia durante i “Sabati”.
Così, pian piano, l’incontro con l’altra persona ti trasforma, ti cambia dentro. L’incontro con i fratelli e con le sorelle che sono nel bisogno, poi, ti dona uno sguardo nuovo, lo sguardo della fede, che – proprio in linea con quella testimonianza che è connessa con il sacramento della Cresima, attuandola – consente di vedere in chi ci è accanto non qualcuno che toglie ma un amico che dona, non qualcuno con cui gareggiare ma un fratello da amare”. Questo ha testimoniato, ad esempio, Margherita, una ragazza di Livorno che svolge il servizio civile in Caritas. Con la sua storia, Margherita ha catturato l’attenzione di tutti i giovani: “Non perdete nulla donando il vostro tempo agli altri, è il dono di sé che conduce alla vera felicità”. “La carità è molto più della semplice solidarietà” ha aggiunto il vescovo Luigi Ernesto Palletti, presente all’incontro finale e molto interessato a questa esperienza. “La nostra carità – ha soggiunto Palletti – è manifestazione dell’agire stesso di Dio nella storia, un agire che attende la nostra disponibilità. Grazie, dunque, per esserci e … perseverate!”. Sono state queste ultime le parole chiave donate ai ragazzi dal vescovo, il quale li ha così invitati a continuare il cammino insieme.

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