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Forcieri: "Il waterfront lo costruiranno i privati" - Citta della Spezia
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Economia

Forcieri: "Il waterfront lo costruiranno i privati"

Intervista al presidente dell'Autorità portuale: "Dalla prossima primavera il doppio approdo al Garibaldi, nel 2016 il via ai lavori per la stazione marittima".

Lorenzo Forcieri

Al termine di un 2014 che ha visto la conferma del mercato croceristico, la presentazione del progetto per il trasferimento delle marine storiche di Canaletto e Fossamastra a Pagliari e il consolidamento del pre-clearing e di altre innovazioni a livello di apparati di controllo e verifica il presente e il futuro del porto della Spezia sono contenuti in ottantaquattro pagine fitte di dati, progetti e suggestioni che compongono e descrivono il piano degli interventi strategici e gli obiettivi che l’Autorità portuale spezzina designa per i prossimi anni.
L’ente di Via del Molo ha risposto alla recente legge del novembre 2014 che chiedeva alle Ap di presentare il piano suddetto, in modo da concorrere a ricevere i finanziamenti italiani ed europei.

Con quali obiettivi, presidente Forcieri?
“Innanzitutto quello di ridurre il gap sui traffici rispetto ai porti del Nord Europa. Riteniamo che ci si debba attenere ad un piano europeo che segua le reti che esistono e di cui la Spezia fa già parte. Attività portuali ma anche logistiche che attraverso i corridoi europei, retro porti e interporti ci permetta di recuperare traffici.”

Come?
“Migliorare infrastrutture sia materiali che immateriali e rendere più agibile, più snello, meno burocratizzato. Siamo partiti da un’importante esperienza di marketing e d’incontri con gli operatori svizzeri, tedeschi: abbiamo capito che c’è interesse ma permangono problemi di credibilità del sistema portuale italiano non disgiunti dalla credibilità complessiva del sistema Paese, che risente della carenza di scelte adeguate e di eccessivi ritardi nella loro attuazione. E’ in questo contesto che dobbiamo intervenire: è indispensabile procedere rapidamente sul terreno delle riforme e produrre un Piano della portualità e della Logistica concreto, basato sulle effettive esigenze delle merci, che esalti le nostre potenzialità di rispondere alle stesse”.

Interventi in infrastrutture di banchina, infrastrutture ferroviarie e stradali, dragaggi, sono le categorie cruciali di interventi. Quali le ricadute?
“Pensiamo che nel giro di due-tre anni si può alzare il numero degli occupati con 880 posti di lavoro in più che corrisponde ad un incremento di 800mila teus”.

Sulla famosa destinazione ad uso urbano di Calata Paita?
“Abbiamo un problema con le crociere cui daremo il lato ovest del Garibaldi. Di sicuro buona parte di quella area servirà alle crociere. A partire dalla prossima primavera il Garibaldi avrà due approdi simultanei poi dal 2016 sarà il momento del pennello sulla Paita che ci permetterà il terzo e ultimo approdo. Io credo che nei prossimi anni a step calata Paita cambierà volto”.

Tempi per la fascia di rispetto portuale?
“Il progetto, per quel che riguarda il tratto San Cipriano-Via Palmaria, è stato approvato ed è legato al nuovo fascio di binari dello scalo della Spezia marittima. A breve convocheremo la conferenza dei servizi e da primavera proseguiremo con la gara d’appalto. Abbiamo perso molto tempo perché la Soprintendenza ci ha fatto rifare il progetto sulle barriere antirumore. Poi però vedo che in mezza Liguria mettono le barriere ovunque…”

E poi?
“A Santo Stefano stiamo valutando di acquisire l’area Svar nel retroporto di quella zona che ora l’abbiamo in affitto dalle ferrovie. Crediamo molto in questo”.

Altra grana quella del braccio di ferro, a colpi di carte bollate, con le Marine del levante?
“Nonostante i ricorsi al consiglio di Stato, noi siamo pronti sia per le opere a mare sia a terra. Pronti insomma per la gara d’appalto. Il ricorso? Vedremo, abbiamo avuto l’ok di moltissimi concessionari oltre che a Fossamastra anche al Canaletto. Rimangono alcuni che continuano la loro battaglia. Ma credo si debba operare per un prevalente interesse pubblico e per questo spendiamo 15 milioni per realizzare la nuova marina del Levante.”

Il waterfront è qualcosa di sempre più lontano?
“Noi abbiamo deciso che il waterfront sarà costruito dai privati. Sulla Paita manderemo canottieri e dove oggi sono i canottieri utilizzeremo quella struttura per i bagagli e l’assistenza dei crocieristi che da primavera arriveranno con le grandi navi. Col comune pensiamo di collocare tutto il circolo velico sulla banchina Revel. La stazione marittima? Non ci rinunciamo, l’avvio dei lavori nel 2016 così come il nuovo molo.”

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