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Casi di Neoplasia, la Spezia affianca Taranto

L'allarme di Rivieri, presidente Aimpa: "Nella nostra provincia stiamo come abitassimo nei pressi dell'Ilva".

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Ha fatto assai scalpore, diffusa anche dai giornali e telegiornali nazionali, la pubblicazione dei dati di Peacelink sul numero di esenzioni per malattie tumorali nell’area di Taranto.
Se questo dato non rappresenta un valore dell’incidenza nel tempo delle varie neoplasie, è comunque una delle più semplici e dirette stime di impatto e di emergenza sanitaria legata ai tumori.
Questa indagine ha rilevato la presenza di 8916 tumoralità ossia una frequenza di 1 caso ogni 22 abitanti nella provincia, ancor più preoccupante è il dato dei quartieri più prossimi all’ ILVA che vengono colpiti da tumori in rapporto di 1 ogni 18 abitanti. Nelle zone più distanti dal complesso industriale 1 ogni 26, a dimostrazione del peso che giocano le emissioni della zona.
“Per chi non lo sapesse – dice Marco Rivieri, presidente AIMPA-ISDE sezione della Spezia – vi informiamo che a Spezia provincia contiamo, nel 2011, 12288 esenzioni per neoplasie (una ogni 17.8 abitanti) e che nel’area del Golfo (comune capoluogo, Lerici e Portovenere) tale rapporto raggiunge il ben più grave record rispetto ai quartieri peggiori di Taranto di 1 caso ogni 16.2 abitanti. Nel terzo distretto, Riviera-Val di Vara, il rapporto è 1 ogni 19.1 abitanti; nel secondo, Sarzana e limitrofi, 1 ogni 18.9 a dimostrazione ancora del peso dovuto ai vari fattori incidenti: urbanizzazione, trasporti, CTE, porto. Questo per chi ancora punta il dito sugli stili di vita individuali o si permette di dire “a Taranto evidentemente ci sono più fumatori”.”

“Insomma, al di là degli allarmismi facili da spendere dove il bubbone dei costi sanitari dell’inquinamento è già scoppiato, – prosegue Rivieri – dobbiamo rilevare con marcata preoccupazione che noi stiamo, da questi numeri, in provincia come nei pressi dell’ Ilva e nei comuni del golfo assai peggio. Dobbiamo renderci conto che in certe zone della città abbiamo, in ogni condominio che si rispetti, almeno 2 o 3 persone che hanno o hanno avuto negli ultimi anni una neoplasia. Non possiamo che ribadire la necessità di capire fino in fondo i motivi di questo disastro e di intervenire al più presto”.

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