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Si può fallire per troppi crediti? Un'azienda su quattro in Europa chiude a causa dei ritardi nei pagamenti. - Citta della Spezia
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Cronaca

Si può fallire per troppi crediti? Un’azienda su quattro in Europa chiude a causa dei ritardi nei pagamenti.

Soldi

Come può un’azienda fallire per i troppi crediti in portafoglio? Una domanda di questo tipo prende spunto da una recente inchiesta a livello europeo secondo la quale, il 25% delle imprese fallite in Europa chiude a causa dei ritardi nei pagamenti.
In Italia il dato è ancora più rilevante in quanto si stima che circa il 30% dei fallimenti delle piccole imprese proviene dal ritardo dei pagamenti della PA alle imprese (fonte CGIA Mestre), pagamenti che ormai viaggiano con ritardi stimati medi dai 120 ai 150 gg. rispetto ai parametri europei che vorrebbero il regolamento dei crediti della PA entro i 60 giorni.
In Italia il debito della PA nei confronti delle imprese è stimato in circa 91 mld di euro, l’incidenza di questo dato nella gestione finanziaria del sistema è devastante se si considera che la maggior parte delle imprese ricorre al credito bancario per lo smobilizzo dei crediti e che i ritardi nei pagamenti provocano effetti collaterali negativi nella gestione del rapporto con le banche soprattutto per le segnalazioni che queste ultime sono costrette ad effettuare nella famigerata Centrale Rischi della Banca D’Italia dal quale vengono attinte le informazioni necessarie per attribuire l’affidabilità delle imprese nei confronti del sistema bancario.
Queste situazioni provocano negli imprenditori ormai un sentimento di rassegnazione ed in molti casi di disperazione fino a ricorrere in azioni incontrollate. Per evitare tutto questo è indispensabile che lo Stato attui in maniera urgente le disposizioni riguardanti il decreto recentemente approvato per lo sblocco di circa 50 mld. di euro, senza perdersi in complicati regolamenti attuativi, in modo da ridare fiato alla gestione finanziaria delle imprese, alleggerire gli impieghi degli istituti di credito e ridare liquidità per nuovi investimenti.
Riteniamo necessario in ogni caso per il futuro, l’intervento determinante della Cassa Depositi e Prestiti la quale , in virtù della propria disponibilità stimata in circa 300 mld di euro, potrà supportare lo Stato e collaborare con il sistema bancario in modo da non dover trasformare un impresa creditrice in un azienda fallita.
Crediamo che un paese che ha nella propria struttura imprenditoriale costituita dalla micro e piccole imprese la colonna vertebrale del proprio prodotto interno, non possa permettersi di abbandonare al proprio destino le aziende e i tutti i suoi protagonisti.

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