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Seabiscuit. - Citta della Spezia
Cultura e Spettacolo

Seabiscuit.

L'anteprima della settimana.

Seabiscuit

Titolo originale: Seabiscuit
Nazione: Usa
Anno: 2003
Genere: Drammatico
Durata: 141′
Regia: Gary Ross
Sito ufficiale: www.seabiscuitmovie.com

Cast: Tobey Maguire, Jeff Bridges, Elizabeth Banks, Chris Cooper, William H. Macy, Gary Stevens
Produzione: Kathleen Kennedy, Frank Marshall, Gary Ross, Jane Sindell
Distribuzione: Buena Vista
Data di uscita: 31 Ottobre 2003 (cinema)

Trama:
Seabiscuit era un cavallo molto veloce, ma piccolo, e decisamente pigro. Mangiare e dormire erano le sue occupazioni favorite, questo prima che tre uomini facessero di lui una leggenda tutta americana. Basato sul best-seller di Laura Hillenbrand, il film di Gary Ross ci racconta attraverso la storia vera di Seabiscuit, l’America della Depressione, una nazione in ginocchio che ha bisogno di qualcosa in cui credere. E se un cavallo su cui nessuno avrebbe scommesso un centesimo poteva vincere la ‘Triple Crown’ allora, forse, c’era speranza per tutti.
I tre uomini che cambiano il destino di Seabiscuit, oltre al proprio, sono il proprietario Charles Howard (Jeff Bridges), l’addestratore Tom Smith (Chris Cooper), e il fantino Red Pollard (Tobey Maguire).
Howard è diventato un ricco concessionario di automobili, dopo essere sbarcato giovanissimo a San Francisco senza una lira in tasca, e aver fatto fortuna grazie al suo ingegno.
Sulla sua strada incontra Smith, descritto da un reporter dell’epoca come ‘uno che non dice una parola, continuamente’, un tipo taciturno, molto più a suo agio con i cavalli che con gli uomini, uno che forse riusciva a comunicare, a ‘sussurrare’, più facilmente con i primi che con i secondi.
L’ultimo tassello del puzzle è Pollard, un fantino tanto sfortunato quanto testardo: uno che ha più di un segreto nell’armadio, e che odia perdere.

‘Qualche volta quello di cui hai bisogno è una seconda possibilità. C’è un sacco di gente in giro che capisce cosa voglio dire.’ dice ad un certo punto del film. Questi tre uomini si imbarcano in un’avventura ‘senza possibilità’, credendo fino in fondo nelle loro scelte nonostante la scarsa reputazione del loro cavallo, e nonostante i rovesci, nel bene e nel male, che la vita gli riserva.

Il Regista:
Gary Ross, un appassionato ‘cavallaro’, ha chiesto ed ottenuto dalla produzione due mesi di lavorazione extra, in anticipo sull’inizio delle riprese, che gli hanno permesso di mettere insieme i cinquanta cavalli da corsa selezionati (di cui 10 solo per ‘interpretare’ Seabiscuit), di allenarli a dovere, e di organizzare tutte le mattine una vera corsa di cavalli. All’organizzazione della corsa mattutina partecipava tutta la troupe, sia gli attori che i tecnici, che in questo modo è stata costretta a familiarizzare con i cavalli e con l’ambiente delle corse, ed ha potuto studiare da vicino, con l’aiuto di veri professionisti del settore, (la produzione è stata seguita passo passo da una squadra di allenatori del Kentucky dove è stato anche girata la gran parte del film), i meccanismi che stanno dietro a quel mondo. E’ stato certamente un ottimo investimento, perché il film, grazie anche all’invenzione di una serie di accorgimenti tecnici costruiti per l’occasione (dalla sella meccanica ‘equicizer’, ad una specialissima ‘camera car’) riesce a trasmettere, come non si era mai visto prima, una partecipazione quasi viscerale alle corse, trasportando lo spettatore realmente ‘dentro’ la corsa, facendolo quasi travolgere dalla massa imponente dei cavalli lanciati ad una velocità di più di 60 chilometri all’ora.

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