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Profumo di Menta

Senza sorprese, il nuovo governo algerino

di Laura De Santi

Algeri

Quattro mesi di riflessioni e trattative sembrano davvero non essere serviti a nulla. Ancora una volta in Algeria vince la continuità e il vento della ‘Primavera araba’ appare ormai un ricordo lontano. Atteso dalle elezioni del 5 maggio, il nuovo governo e’ stato nominato soltanto ieri ma sono pochi i cambiamenti apportati dal presidente Abdelaziz Bouteflika. Una scelta prevedibile dopo i risultati elettorali che ancora una volta avevano visto trionfare l’ex partito unico, il Fronte di liberazione nazionale (FLN). Una delle poche novità e’ forse la nomina del capo del governo, Abdelmalek Sellal. Gia’ ministro delle risorse idriche dal 1999 e fedelissimo di Bouteflika, tanto da aver guidato le sue ultime campagne per le presidenziali, Sellal prende il posto di Ahmed Ouhyaia. L’ex premier in carica da quattro anni esce cosi’ dal governo. Una scelta, che secondo diversi quotidiani algerini, potrebbe far pensare ad una sua candidatura per le prossime presidenziali.
Sono rimasti invece al loro posto i ministri chiave: Dahou Ould Kablia, ministro dell’interno, Youcef Yousfi, dell’energia e Mourad Medelci, degli esteri.
Tredici i nuovi arrivi: tra tutti quello di Abdleatif Baba Ahmed, ex rettore dell’università di Blida, che guiderà il ministero dell’educazione. Prende il posto di uno dei ministri più longevi della storia dell’Algeria, Aboubakr Abdelkader Benbouzid, in carica da ben 19 anni, nonostante lo stato disastroso in cui versa il sistema scolastico algerino.
Esce dall’esecutivo anche Nacer Mehal, ministro della comunicazione, sostituito da Mohamed Oussaid Belaid, ex giornalista e fondatore del Partito per la giustizia e la liberta’ (Plj, opposizione).
L’ex presidente del senato, Abdelaziz Ziari, e’ invece il nuovo ministro della sanità. Un altro settore in profonda crisi, scosso negli ultimi due anni da continui scioperi e proteste del personale medico.
Le donne sono le grandi assenti del nuovo governo scelto da Bouteflika. Dopo aver conquistato quasi un terzo dei seggi grazie alla ‘quota rosa’ voluta proprio dal presidente, hanno avuto soltanto tre nomine. I soliti ministeri della cultura, dove rimane Khalida Toumi, e della famiglia e solidarietà nazionale, guidato da Souad Bendjaballah. Dalila Boudjemaa e’ invece segretario di Stato al ministero dell’ ambiente