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Poa, Natale: “Bocciato da sindacati e Ordini. Giunta e Ats non sottovalutino le proteste e ascoltino le proposte”
“Dopo il Ponente sale sulle barricate anche il Levante. La riorganizzazione del POA, con gli accorpamenti di alcune importanti specialità, snatura la sanità pubblica per come l’abbiamo conosciuta in tutti questi anni. A dirlo sono i professionisti che lavorano quotidianamente nel settore e che in questi giorni, anche attraverso gli ordini dei medici che sono saliti sulle barricate insieme ai sindacati, si sono mobilitati contro una riforma che indebolisce il sistema sanitario”. Così il consigliere regionale PD Davide Natale commentando i tagli ai primari e gli accorpamenti di alcune specialità tra Asl 4 e Asl 5.

Continua Natale: “Fanno drammaticamente sorridere, le dichiarazioni dei vertici di Ats che bollano come strumentale quanto affermato da chi rappresenta medici, infermieri, tecnici, operatori sociosanitari, ma anche la parte amministrativa. Nelle loro rivendicazioni non c’è nulla di strumentale, ma anzi c’è la concreta preoccupazione di come questo nuovo Piano organizzativo delineerà il servizio sanitario. Chi dai vertici di Ats e dalla Giunta dice che non cambierà nulla prende in giro i cittadini e non dice il vero e rappresenta una vera e propria presa in giro. La realtà è che il nuovo Piano organizzativo riuscirà a peggiorare ulteriormente – cosa che pensavamo impossibile potesse accadere ma effettivamente giunti al fondo si può scavare – anche la già disastrosa riforma  sanitaria voluta da Bucci. È innegabile che se passa anche questo piano ci saranno cittadini di serie A e di serie B; ospedali di Seria A e di serie B. A mio parere non è compatibile con un ruolo apicale nel settore sanitario, chi dice che un reparto con il primario o senza il primario è la stessa cosa. Sono parole in libertà che dimostrano un pressappochismo nella gestione di un settore straordinariamente importante per la vita dei cittadini, come quello sanitario”.

Natale ci va durissimo: “Gli unici a tacere su questa nuova organizzazione, esclusivamente per ragioni politiche e di appartenenza partitica, sono i sindaci di centrodestra che fanno prevalere gli interessi dei compagni della propria parte politica a quella dei cittadini che amministrano. Lavoreremo affinché da parte di Anci, ci sia la richiesta di sospendere questo piano, perché ha ricadute importanti anche sui servizi socio sanitari e sulle comunità che rappresentano. Un Piano scritto senza un reale confronto con i professionisti del settore, visto che l’incontro con gli ordini avverrà dopo che il Piano è stato approvato dall’ATS. Un’idea malsana e sbagliata di quello che vuol dire partecipazione nelle decisioni. Il nostro punto di vista sulla sanità è diverso, non si può pensare di rilanciare il sistema attraverso tagli e accorpamenti, serve un rafforzamento che passa da nuove assunzioni, superamento delle carenze e rafforzamento della medicina territoriale. Oggi stiamo assistendo a un processo inverso che va fermato”.