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Lerici, il campo da basket accanto al palazzetto porterà il nome di Sandro Fiore

Il campo da basket all’aperto adiacente al palazzetto dello sport e agli edifici scolastici di Lerici porterà il nome di Sandro Fiore, scomparso nel 2020, figura profondamente legata alla storia della pallacanestro lericina e all’attività sportiva ed educativa rivolta ai giovani. La giunta comunale ha approvato all’unanimità l’intitolazione dello spazio alla sua memoria, riconoscendo il lungo impegno che Fiore ha dedicato allo sport e alla comunità lericina.
Atleta prima e allenatore poi, per molti anni un punto di riferimento della Landini Lerici e, più in generale, della pallacanestro provinciale, Fiore ha costituito una presenza costante soprattutto accanto ai più giovani; anche quando non operava direttamente come istruttore, continuava infatti a seguire l’attività della società, occupandosi dell’organizzazione e dello svolgimento dei corsi. Una parte significativa del suo impegno è stata dedicata allo sport inclusiv: ha infatti seguito i ragazzi con disabilità dell’Associazione Antares, coinvolgendoli nella pratica della pallacanestro e contribuendo a creare attraverso lo sport occasioni di incontro, partecipazione e autonomia. Negli ultimi anni aveva seguito anche le Aquile Rosse, formazione dei ragazzi dei centri Antares e Nuovo Volo, continuando a mettere la propria esperienza al servizio di chi aveva più bisogno di trovare nello sport uno spazio aperto a tutti. “Intitolare un campo da basket a Sandro ci è sembrato il modo più semplice e più giusto per ricordarlo – dichiara il sindaco di Lerici, Marco Russo -, non soltanto per quello che ha rappresentato per la pallacanestro lericina, ma soprattutto per il modo in cui ha vissuto lo sport: come occasione per stare insieme, crescere e non lasciare indietro nessuno. Tanti lericini lo hanno conosciuto in palestra, a bordo campo o accanto ai ragazzi e conservano un ricordo personale di lui. Da oggi il suo nome resterà proprio in uno di quei luoghi nei quali ha trascorso tanta parte della sua vita e nei quali continueranno a crescere e a giocare nuove generazioni”. L’intitolazione “vuole infatti conservare – concludono in una nota da Palazzo civico – non soltanto la memoria di un uomo di sport, ma anche quella di un modo di intendere l’attività sportiva come strumento educativo, di inclusione e di costruzione della comunità”.