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Pld: “Non serve santificare SeaFuture ma nemmeno demonizzarla. Spezia ha bisogno di una discussione seria, non dell’ennesima replica della stessa polemica”

“Ci risiamo. Puntuali, anche stavolta. Si avvicina SeaFuture e torna la solita narrazione: La Spezia trasformata per qualche giorno nella capitale del riarmo e SeaFuture descritta come una sorta di celebrazione della guerra”. Si apre così una nota diffusa da Laura Porcile per il Partito Liberaldemocratico della Spezia. “Francamente, credo che sia arrivato il momento di uscire da questa semplificazione. SeaFuture ha certamente una componente legata all’industria della Difesa. Negarlo sarebbe poco serio – prosegue Porcile -. Ma raccontarla esclusivamente come una fiera delle armi significa non voler vedere tutto ciò che c’è dentro: innovazione, ricerca, università, cantieristica, tecnologie marine, cybersecurity, robotica, intelligenza artificiale, sostenibilità e imprese che lavorano nel grande ecosistema del mare. E qui arriviamo alla Spezia. La nostra città non può fingere che la propria storia industriale, tecnologica e marittima non esista. La Marina, Fincantieri, la cantieristica, la ricerca e l’indotto fanno parte della realtà economica e sociale del territorio. Possiamo discuterne criticamente, possiamo porci interrogativi e pretendere trasparenza, ma non possiamo semplicemente cancellarli dalla fotografia. E soprattutto: discutere di riarmo è una cosa. Dire che SeaFuture equivale al sostegno alla guerra è un’altra. Sono due piani diversi che sarebbe utile non confondere. Da Partito Liberaldemocratico pensiamo che su questi temi serva pragmatismo. Si può essere favorevoli al confronto sull’industria della Difesa senza essere favorevoli alla guerra. Si può difendere il ruolo industriale e tecnologico della Spezia chiedendo contemporaneamente che innovazione, ricerca e cooperazione internazionale siano al centro delle nostre scelte. Non serve santificare SeaFuture. Ma nemmeno demonizzarla. Serve discuterne nel merito. Perché La Spezia ha bisogno di una discussione seria sul proprio futuro industriale, sul mare, sulla tecnologia e anche sulla Difesa. Non dell’ennesima replica della stessa polemica”.